mercoledì 10 maggio 2017

Giudice, giuria e boia.

Molte delle parole usate per raccontare la tragedia di Trieste sono ai limiti della barbarie.
La cronaca ricorda altri episodi simili ed egualmente tristi, ma la coincidenza con la festa della mamma è troppo ghiotta e c'è chi ne approfitta da brav* avvoltoio per cogliere la palla al balzo. 



L'Huffington Post offre l'esempio più limpido di questa barbarie, con l'articolo di Dirani "La festa della mamma di un'assassina".


Un concentrato di cattiveria puro, come raramente si è visto. 
Roba da fare impallidire Adinolfi per il grado di ferocia, cinismo e crudeltà vomitato su una sedicenne. 

La storia è drammatica e, ahimè, fin troppo già sentita: una ragazzina di sedici anni è incinta, pare che nessuno in famiglia se ne sia accorto. La ragazza partorisce in casa, presumibilmente sola, e cala la bimba appena nata, avvolta in una busta, dalla finestra. 
La bimba viene ritrovata da una passante e portata in ospedale, dove muore ore dopo.

Terribile.

E qui finalmente Dirani ha l'occasione di vomitare i suoi giudizi senza nemmeno per un attimo fermarsi a pensare a ciò che può essere passato per la testa di una sedicenne in quella situazione.

Ha scritto che nemmeno una bestia avrebbe fatto mai una cosa simile, perché perfino le bestie hanno l'istinto materno e «tra infiniti cuccioli non sbaglieranno mai ad afferrare tra i denti il proprio per tenerlo al sicuro».
Una scarsissima conoscenza del mondo delle "bestie" e un'enorme dose di cattiveria, una bella metafora per farci odiare quella stronza assassina che è meno di una iena davanti ai suoi cuccioli in pericolo.

Le augura di essere  perseguitata dalla festa della mamma «ogni giorno di quel che resta della tua povera vita».

Nemmeno per un attimo Dirani è parsa fermarsi a pensare a cosa possa aver spinto una sedicenne a comportarsi così.

Per lei, Donna, prima. Giornalista, poi., come si presenta sul suo blog su Huffington Post, tutto è limpido: quella ragazza è un mostro. 

Lei, Dirani, sa già tutto.


È facile per Dirani e quell* come lei parlare di leggi, possibilità, alternative.
Dirani non è una sedicenne incinta. 
Dirani, soprattutto, non è quella sedicenne incinta.

Eppure sembra sapere tutto di lei e sulla sua famiglia: è una bestia, un'ignorante, una carogna.
Sua madre è «Distratta, incurante, menefreghista, superficiale... o forse, molto più banalmente, lontana dalla vita di sua figlia.»

Dirani sa tutto di loro. E dall'alto del suo sapere giudica e condanna. 
Dirani e chi con lei sta vomitando odio su quella ragazza non sa e non si chiede perché abbia scelto di portare avanti quella gravidanza, perché non abbia abortito.
Non sanno e non si chiedono se quella ragazza sia mai andata da un medico, se abbia parlato con qualcuno, se a scuola o a casa qualcuno si sia accorto che stava succedendo qualcosa, se qualcuno le abbia offerto aiuto. Se lei lo abbia mai chiesto.
Non sanno e non si chiedono cosa sia stato per lei essere incinta, partorire, abbandonare quella bambina e saperla poi morta.

A Dirani e a quell* come lei non interessa quella ragazza, ma sono tutte e tutti pront* a giudicare, maledire, chiedere pene di morte ed ergastoli.


Giudice, giuria e boia.

2 commenti:

  1. Non farmi parlare. Io ho scritto all'Annunziata, che se tollera lei in cambio di clic questa sottospecie di giornalismo sulla propria testata, e non mi si venga a dire i blog, i blog, allora ci metti un disclaimer grosso mezza pagina: "la redazione non si ritiene responsabilità delle opinioni espresse dai blogger, in quanto sue personali, ma si becca volentieri i clic che gli regalano".

    Peril resto, ci sarebbero i TSO, ma giustamente sono difficili da imporre e a ragione. Solo che, appunto, delle volte....

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  2. Concordo. E trovo sempre più odioso quest'uso dei blogger "ospitati" come arieti

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