giovedì 3 maggio 2012

STOP femminicidio

Non entrerò nella polemica "firma sì, firma no". 
Mi basta dire che non sono tra chi gioisce dell'adesione di questo o quel vip. 
Anzi. 
Chi mi legge e mi conosce lo sa, ho usato il termine "femminicidio" anche quando mi si diceva che è una parola che non esiste in italiano e i giornali -gli stessi che oggi mi invitano a firmare- scrivevano cose come "delitto passionale" o "raptus della gelosia" o "amore finito male".

Ho anche detto altrove che non credo che mettere firme e condividere foto sia uno strumento di lotta: bisogna uscire di casa, andare nelle strade e portare lì la nostra protesta e le nostre proposte.

Per questo, mentre si contano le firme dell'appello di SNOQ (cui ha aderito anche Peter Gomez, quello che fa scrivere deliri misogini e sessisti a Massimo Fini senza degnare di risposta chi gli chiede di prendere una posizione chiara) , io ho risposto con gioia alla chiamata di TILT: 55 cartelli, con i nomi delle vittime della violenza maschile sulle donne a Montecitorio, per dire, con le parole di Celeste, che 
Quell’omicidio (Vanessa, uccisa dal fidanzato e poi gettata da un cavalcavia. Gelosia, dicono i giornali. n.d.r.) e l’appello lanciato subito dopo da “Se non ora quando” ci hanno semplicemente fatto sentire più urgente la necessità di organizzare una mobilitazione in carne e ossa. La solidarietà non si può limitare a un tweet o un clic fatti restando comodamente seduti a casa.
http://lolicchia.tumblr.com/post/22311444613/http-www-paesesera-it-societa-donne-dasud-il-femm

1 commento:

  1. Il silenzio del paese su queste tragedie è terribile!

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