venerdì 31 dicembre 2010

Capodanno


«Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.”

(Antonio Gramsci, Gennaio 1916, l’Avanti!)


Buon anno a voi, allora.

lunedì 13 dicembre 2010

Puttana, te la sei cercata.


La scusa più amata dagli stupratori è "quella se l'è cercata".

E' un grande classico.
Se hai la gonna corta o porti una  maglietta un po' più scollata, sei una che "gioca col fuoco" e se vieni stuprata è perché tu hai provocato lo stupratore. L'hai indotto in tentazione e non puoi stare tanto a lamentarti.

Non è che questa sia una grande scoperta, ma adesso finalmente ce lo dice anche Monsignor Arduino Bertoldo, Vescovo Emerito di Foligno.

Il simpatico emerito pezzo di merda dice che "Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell'evento la ha e voglio dire che dal punto di vista teologico anche tentare é peccato. Dunque anche una donna che camminando o vestendosi in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione".

Questa per me è istigazione allo stupro e ovviamente è una perla donataci da
pontifex.roma

Mi chiedo quando ci diranno che se un uomo ammazza una donna è perché lei ha scotto la pasta.

giovedì 9 dicembre 2010

La promessa dell’ostetrico cattolico


Copio da womenews questo bellissimo giuramento.

 


Io sottoscritto, ___________________, prometto solennemente di:


1. potenziare costantemente le mie capacità professionali al fine di garantire ai miei pazienti la migliore assistenza possibile [anche contro la loro volontà, ovviamente]

2. rispettare i miei pazienti in quanto Persone umane, ponendo i loro interessi al di sopra di ogni considerazione politica ed economica, trattandoli senza pregiudizi derivanti da differenze religiose, razziali, etniche, socio-economiche o sessuali [a meno che non si tratti di peccatrici dalla dubbia moralità e con una vita sessuale troppo allegra. Quelle proprio non mi piacciono, c'hanno troppa parlantina e una volta mi hanno anche minacciato di chiamare i carabinieri]

3. difendere e proteggere la Vita Umana dal concepimento alla sua fine naturale, credendo che la Vita Umana, trasmessa dai genitori, è creata da Dio e ha un destino eterno che appartiene a Lui [e al rogo le streghe!]

4. rifiutare di diventare uno strumento di applicazioni violente o oppressive della Medicina [tipo un aborto o la prescrizione della pillola del giorno dopo, che quelle si che sono robe oppressive della Medicina]

5. servire la Sanità Pubblica, promuovendo le politiche sanitarie nel pieno rispetto della Vita, della Dignità e della Natura della Persona umana [ovviamente la Sanità Pubblica verrà servita dopo Santa Romana Chiesa, non c'è nemmeno da starlo a dire]

6. cooperare con l’applicazione delle Leggi oneste, tranne che per motivi di obiezione di coscienza, laddove la Legge civile non rispetti i Diritti Umani, in particolare il diritto alla Vita [io con la 194 mi ci pulisco il culo, stronze! auhhauhauhauhauh. In nome della Vita e dell'Amore, ovviamente]

7. donare parte del mio tempo per l’assistenza libera e caritatevole dei poveri [si, dopo vado, anche se mi sa che oggi c'ho un sacco di appuntamenti allo studio privato... magari domani, va']


Al fine di raggiungere tali obiettivi, in qualità di Ostetrico e Ginecologo Cattolico, prometto anche di:

1. riconoscere la Parola di Dio come l’ispirazione di tutte le mie azioni, di essere fedele agli insegnamenti della Chiesa, e di formare la mia coscienza professionale in accordo con essi
[la Repubblica Italiana, che mi paga, viene dopo il Vaticano, sia chiaro]

2. coltivare un rapporto filiale con Dio alimentato dalla Preghiera e di essere fedele testimone di Cristo [a volte prego anche per quelle puttane che vengono a parlarmi di diritti, leggi e contraccezione. Sono sulla via della beatitudine, ormai]

3. mettere in pratica i principi morali cattolici, in particolare quelli relativi alla bioetica medica fondata sul Personalismo, cioè:

1. di non consigliare, né certificare, né facilitare ad alcuno il ricorso all’aborto volontario;
[se proprio non vogliono il dono di dio che si riforniscano di prezzemolo, io non mi sporco le mani di sangue innocente. Si prendessero le loro responsabilità!]

2. di non usare, né consigliare, né prescrivere sostanze, mezzi o pratiche contraccettivi, intercettivi e contragestativi e di sterilizzazione; [tze! Castità, altro che profilattici!]

3. di non ricorrere, né consigliare, né facilitare ad alcuno il ricorso alla fecondazione artificiale, né prendere parte agli interventi necessari per la sua realizzazione; [che poi se Dio non vuole vuol dire che sicuramente c'ha tutto un progetto dietro che ci sfugge]

4. di approfondire la conoscenza dei metodi naturali di regolazione della fertilità e di promuoverne la conoscenza e l’uso, facendo notare alle Donne ed alle Coppie con cui vengo a contatto l’alta efficacia, la semplicità d’uso, l’alta scientificità, l’innocuità, la gratuità, i benefici psicologici e relazionali (la crescita del dialogo, dell’attenzione e del rispetto reciproco) nella coppia che li usa e la gioia di una donazione reciproca totale e senza “il terrore del figlio”. [mai sicure come la castità, ma non si dovrebbe mai dimenticare che quelle cose si fanno per procreare, mica per piacere. E poi queste malattie sessualmente trasmissibili non sono 'sto granché]

4. esprimere la benevolenza di Cristo nella mia vita e nei miei rapporti con i pazienti, i colleghi e la società [Cristo mi ama, io lo amo. Quella della stanza accanto che ha abortito no, sicuro non la può amare nemmeno nostro signore che è tanto buono. Quella è un mostro assassino e io spero che bruci all'inferno]

5. partecipare alla Evangelizzazione del mondo sofferente, in collaborazione con il Ministero Pastorale della Chiesa [ah, io in corsia sempre evangelizzo tutti]


Fonte http://aigoc.com



Allora.
Tu prometti tutte queste belle cose in nome della vita umana dal concepimento alla fine naturale e del tuo dio e io pretendo di sapere chi sei.

Se tu vuoi obiettare e te ne viene data la possibilità, visto che siamo servi della Chiesa, mi va bene (...), ma io pretendo il registro dei medici, dei ginecologi e degli ostetrici obiettori, così da poterli evitare come la peste.




OgO

giovedì 2 dicembre 2010

La merda ha faccia e voce. Eccola.

Mai più buche!


Il SindacoDegliAltri lo aveva promesso.


"Mai più buche e allagamenti!" tuonava in campagna elettorale.


"Abbiamo dichiarato una vera e propria guerra alle buche romane, una guerra che comincia stanziando risorse immediate per l'emergenza, quasi 9 milioni di euro. Nel 2010 ci saranno dunque nuove risorse, nuovi interventi, un controllo più efficace", diceva a inizio anno.

C'era pure quella faccenda della
Road Patcher, la mitica macchina tappabuche, che in poco tempo, con poco denaro e con solo un uomo a manovrarla, avrebbe tappato ogni buca e non con le caccole, come si usa ora,ma con roba tipo bitume e basalto, che avrebbe retto per più di due settimane. Inoltre, con un rullo avrebbe livellato il tutto, così da evitare quel fastidioso rigonfiamento così tipico delle nostre strade, che se non lo vedi in tempo fai dei salti degni di uno skater californiano.
 

Buche

Sinceramente non gli ho mai creduto e non solo perché lo odio e sono terribilmente prevenuta nei suoi confronti, ma perché giro in motorino dal 1 luglio 1994 e so bene in che condizioni sono le strade di Roma.

Si, è vero: piove da giorni e certo la pioggia non è colpa sua (anche se "piove, governo ladro" mi sa che si può dire anche per le amministrazioni comunali), ma non sono stata mica io a dire che avrei risolto il problema degli allagamenti in città.
I manifesti della campagna elettorale che promettevano "Mai più buche e allagamenti" sono scomparsi e io  non riesco a trovarli nemmeno in rete (se avete voglia di aiutarmi nella ricerca siete i benvenuti), ma sono quasi certa che ogni volta che un motociclista rischia di essere inghiottito nelle viscere della città quell'immagine si faccia prepotentemente largo anche nelle menti più distratte, tra una bestemmia e una preghiera per la propria incolumità.

Comunque, lui proprio ci tiene a risolvere la questione e infatti qualche mese fa la città venne tappezzata da manifesti che promettevano ben centotremilionidieuri per tappare le buche.


Mi sa che ora però il SindacoDegliAltri sta cominciando a capire che avrebbe dovuto essere più cauto: non è mica  Berlusconi, che va a Napoli a dire che in dieci giorni fa sparire la monnezza e tutti ci credono.
O che dice ai terremotati che non è niente, che ci saranno case belle e accoglienti per tutti e la gente felice e contenta va a comprare il nuovo zerbino.

Il SindacoDegliAltri deve accettare di essere solo un (ex) fascista che da giovane giocava coi bastoni, un politico mediocre che non può promettere la luna e che palesemente non è capace di amministrare la città.

In ogni caso, il povero SindacoDegliAltri una mezza soluzione forse forse l'ha trovata:
il treno volante, che non è una presa per il culo, ma un treno che dovrebbe viaggiare sospeso tra il raccordo e la ferrovia interna, consentendo il collegamento di tutte le periferie romane alla modica cifra di 500 milioni di euri per 8 km. Gronda Orientale, si chiamerà.

Ah, io non vedo l'ora di farci un giro per godermi lo spettacolo di tutti quegli sfigati in motorino che si schiantano nei crateri o si ammazzano nei dislivelli tipici delle strade fatte di sampietrini.
Devo solo aspettare tre o quattro anni, ma se riesco a sopravvivere a via Portuense è fatta.

QUI la fonte d'ispirazione per la brillante idea del SindacoDegliAltri, QUI la mia raccolta di buche.


mercoledì 1 dicembre 2010

Io non mi fido


E' passata la "riforma" Gelmini alla Camera.

Si ringraziano i finiani, che fingono di schifare il governo cui appartengono e il loro capo, ma ancora non hanno imparato a votare contro il padrone.
Io ieri c'ero.
Eravamo tanti.

E la gente per strada faceva il tifo per noi.



Io Non Mi Fido

venerdì 26 novembre 2010

Precious e il Colosseo.


Ieri sono stata alla prima di Precious, film di Lee Daniels, tratto da "Push- La storia di Precious Jones", di Sapphire.



Il film racconta la storia di un'adolescente di Harlem, abusata dai genitori, picchiata quotidianamente dalla madre e con due figli nati dai ripeturi stupri del padre.


 

Vederlo proprio ieri ha avuto un significato particolare.



Alla presentazione, oltre al regista, c'erano Procacci (che con la Fandango distribuisce il film) e un rappresentante dell'UNICEF, di cui purtroppo non riesco a ricordare il nome.
Quest'ultimo ha sottolineato dalle prime parole il significato della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed ha ricordato che il luogo meno sicuro per una donna è la famiglia, che quindi non va "santificata", per usare le sue parole.
Roba che in molte diciamo da tanto tempo, ma che non fa mai male ricordare: magari qualcuno potrebbe cominciare a pensarci seriamente su.


Basta leggere su Bollettino di Guerra: la maggioranza delle violenze sulle donne e dei femminicidi è "casalinga". Ci uccidono (ex) mariti, (ex) fidanzati, genitori, parenti, amici. Certo, politicamente è più redditizio soffermarsi sullo straniero, sul disadattato, sul diverso. La realtà, però, non si cambia per opportunità.
Ha anche detto un'altra cosa. Ha detto ai tanti uomini seduti in poltrona in quel cinema che il 25 novembre interessa anche loro, perché "siamo noi maschietti che quelle violenze le facciamo".


Ho applaudito più fragorosamente che ho potuto.

E mentre io ancora sono emozionata per quel film, mentre ancora mi sento male se penso all'
elenco che ho mandato a Saviano, leggo su Il Giornale che il comune di Roma propone di accendere il Colosseo ogni volta che una donna nel mondo sarà vittima di violenza. Pare anche che verrà istituita la figura del tassinaro gentiluomo, che aspetta finché non entri in casa, almeno se ti deve succedere qualcosa sarà per mano di qualcuno che conosci bene.


Il Comune di Roma preferisce tenere il Colosseo acceso ogni giorno e ogni notte piuttosto che avanzare delle serie proposte per contrastare ogni tipo di violenza sulle donne.

Ad esempio, si potrebbe lasciare marcire in galera gente come l'assassino di
Emiliana, che aveva già provato ad ammazzarla e che quindi se ne stava comodamente ai domiciliari.
Si potrebbe, per esempio, chiedere al Governo di evitare di fare finanziarie che di fatto obbligano a chiudere i centri antiviolenza, tipo la
casa rifugio del centro Lanzino di Cosenza.
Ad esempio si potrebbe finalmente cominciare a parlare di violenza di genere.
Ad esempio si potrebbe sputare in faccia a chi decide di mangiarsi il 5x1000, primo sostentamento per tante associazioni che lavorano sul territorio.
Ad esempio si potrebbe chiedere al governo di aiutare i
centri antiviolenza.

Poi, oh, io non sono una politica e quindi non lo so, ma mi sembrano dei punti su cui si potrebbe cominciare a discutere, no?

 

giovedì 25 novembre 2010

Emilio come Kossiga


Amaro Medicinale GiulianiVi ricordate quando il compianto Kossiga consigliò a Maroni di massacrare gli studenti e i docenti ("maestre ragazzine", disse) che protestavano, grazie all'infiltrazione della polizia nel movimento?

Ecco, Fede deve aver amato molto quel discorso e quindi durante il suo "telegiornale" rilancia l'
appello.


Un popolo civile, come noi siamo, quando si trova di fronte a queste situazioni, dovrebbe intervenire. Intervenire e menarli. Perché questi vanno solo... capiscono solo di essere menati



Queste sono le sue testuali parole.
Questo è quello che Fede, uno dei più grandi servi che la storia del mondo dei servi del potere ricordi, pensa delle manifestazioni, delle proteste, di chi difende il proprio diritto allo studio e a un futuro decoroso.
E a proposito di servi dei servi, ieri nel servizio sui tafferugli davanti al Senato,
Minzolini ha mischiato le immagini del corteo a Roma degli aquilani, quello in cui la polizia di stato picchiava i terremotati.

Salviamo i consultori.

No alla violenza sulle donne!


Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Si, in effetti ogni giorno dovrebbe essere una giornata contro la violenza sulle donne, ma qua tra omicidi -riusciti o meno-, stupri, botte è una guerra.

Lunedì a Vieni Via Con Me tre
Donne hanno letto tre elenchi, che sono quello che molte di noi pensano ogni giorno.
Ognuna di noi avrebbe potuto scrivere quegli elenchi.
Femminismo A Sud ne ha scritto uno e chiede a Saviano e Fazio di leggerlo.
E'
l'elenco delle donne uccise negli ultimi QUATTRO mesi.
Più di sessanta donne ammazzate in quattro mesi.
E mancano tutte quelle che sono state stuprate, mutilate, picchiate.
Mancano quelle che sono sopravvissute e se andate a fare un giro su
Bollettino di Guerra potrete avere un'idea dei numeri.

Sono donne normali, non eroine e proprio per la loro normalità vengono dimenticate, perché in troppi ancora pensano che "certe cose" non siano un problema di tutti.

Per aderire all'iniziativa di Femminismo a Sud, si può può inviare l'elenco, o direttamente il link al
loro post, a info@robertosaviano.it , tramite il form sul sito della trasmissione o lasciare un messaggio sulla bacheca della loro pagina facebook.



Per ogni donna uccisa, stuprata e offesa siamo TUTTE parte lesa.

mercoledì 24 novembre 2010

Io tifo Studenti






E non venitemi a rompere le palle con la non violenza e bla bla bla, che questi ci affamano, ci ammazzano di lavoro, ci lasciano per strada, quasi la loro violenza fosse giustificabile.

lunedì 22 novembre 2010

La merda non è buona. Mara Carfagna.


Per la serie “convincere la gente che la merda è bona”, oggi presentiamo Maria Rosaria Carfagna.

Non c’è nulla in lei che io, come cittadina, lavoratrice, studentessa e donna possa apprezzare.
A parte i capelli, lisci e sempre ordinati che decisamente non mi apparterranno mai.

Senza nessun merito, è diventata parlamentare e Ministro della Repubblica Italiana, come se potesse bastare essere bona e amata dal Capo per arrivare a ricoprire ruoli importanti e delicati.

L’ascesa politica della Carfagna è l’esempio più cristallino del nepotismo della politica italiana e della condizione femminile del paese: ciò che conta non sono capacità ed esperienza, ma avere un bel corpo e scegliere bene a chi mostrarlo.
Quindi ecco a voi la sciògherl e il figlio di Bossi. Una è bona, l’altro è figlio di, ma il risultato è lo stesso.

Con questo, sia chiaro, non sto dicendo affatto che lei abbia effettivamente avuto una relazione sessuale con Berlusconi, questo posso immaginarlo, ma purtroppo le intercettazioni non ce le fanno leggere e quindi resto col dubbio.
Qui voglio solo dire che in effetti una con le sue (non) capacità sarebbe difficilmente diventata Ministro con un diverso Presidente del Consiglio.
E credo che  Mara in cuor suo lo sappia bene.

La Carfagna è, come scrive
Massimo Giannini su Repubblica, “l’archetipo femminile del berlusconismo”, ma non so quanto effettivamente se ne sia “affrancata negli ultimi due anni”.
Pensando al suo Ministero la sola cosa che mi viene in mente è una specie di mantra: “legge sullo stalking legge sullo stalking…”.
Poi mi guardo intorno e noto che la condizione delle donne nel Paese non è poi così cambiata nonostante i roboanti annunci ministeriali, che comunque nessuna coppia gay potrà mai unirsi ufficialmente e via discorrendo.

A livello estetico sì, si è decisamente affrancata e diversamente dalla Brambilla ha optato per un look da educanda, ma comunque fine ed elegante, senza sembrare sciatta, polverosa e vecchia come la Gelmini, altro insondabile mistero della politica italiana.

Comunque, dopo le parole del Ministro su un partito allo sbando, sull'uso di metodi dittatoriali (detto da una i cui
valori sono "dio patria e famiglia" fa sorridere), misure colme e bande di criminali, ho cominciato a leggere di gente che esalta la scelta di Mara, che applaude, che loda il coraggio, manco si fosse dimessa.

Comodo, molto comodo dire: mi dimetto dopo la fiducia, ma se Berlusconi mi ascolta allora forse possiamo riparlarne.
A casa mia Mara non è coraggiosa, non è forte e non è da emulare: è solo una paracula, consapevole che senza Berlusconi starebbe posando per l’ennesimo calendario. Se Berlusconi scomparisse, con lui andrebbe a casa una bella fetta di classe dirigente italiana e tocca cominciare a mettere le mani avanti, cercare una scappatoia. La storia dei topi che abbandonano la nave, insomma.
E se ha deciso adesso di dire che forse nel partito c’è qualcosa che non va, io ci vedo solo il tentativo di un politico mediocre di tirarsi fuori dalla merda prima che diventi troppo puzzolente.

venerdì 19 novembre 2010

martedì 16 novembre 2010

Evidentemente non sono democratica.


Dice Rosy Bindi: «Gli elettori democratici capirebbero. Un'alleanza con Fini e Casini sarebbe in nome della Costituzione per battere la degenerazione politica a cui ci ha condotti Silvio Berlusconi».

Ecco.
Evidentemente io non sono democratica, perché no, io non capisco.
Non capisco perché mai ci si dovrebbe alleare con chi quella "degenerazione politica" l'ha permessa e anzi l'ha coscientemente voluta e cavalcata finché è stato utile e in qualche modo redditizio.
Io non mi dimentico che Fini e Casini hanno votato le leggi peggiori dell'Italia Repubblicana.
Io non posso capire perché ci si dovrebbe alleare con gente che sputa non solo sulle mie idee, ma sul mio stesso essere.
Come posso io capire la necessità di un'alleanza con un fascista e un servo della chiesa?
Come posso io capire un'alleanza con gente che sputa sulla 194, che ha partorito quello schifo di legge 40, che mi vuole attaccata a una macchina fino alla fine magari contro la mia volontà, che ha votato di tutto per salvare il capo dalla Legge? Gente che ha partorito una cosa chiamata "Bossi-Fini", che condanna alla clandestinità. Gente che del lavoro se ne frega, che voleva stracciare l'Art.18 e l'intero statuto dei lavoratori. Gente che ha premiato l'illegalità e la frode mentre il paese va allo sfascio.

Evidentemente io non sono un'elettrice democratica.

Ed evidentemente il PD è fatto da incapaci, che non riescono a capire che c'è bisogno di sinistra, non di impicci.
Alle primarie di Milano non mi pare abbia vinto il terzo polo.
Ha vinto la sinistra.
E forse sarebbe il caso di smetterla di leccare il culo ai moderati che corrono qua e là in base alle convenienze.

Non ce la farete mai.


 


  • Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista. (da Il Giornale, 5 gennaio 1990)

  • [Benito Mussolini] Il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. (1992; citato in Filippo Ceccarelli, Retroscena. L'abc del segretario, La Stampa, 26 novembre 1993, p. 3)

  • Direi ancora che [Mussolini] è stato il più grande statista del secolo. (da un'intervista ad Alberto Statera ne La Stampa, 1º aprile 1994, p. 5)

  • Credo che l'istituzione mussoliniana di una terza via in alternativa al comunismo sia ancora attualissima. (citato in Corrado De Cesare, Il fascista del Duemila. Le radici del camerata Gianfranco Fini, Kaos Edizioni, 1995, ISBN 8879530461)

  • Il duce è stato un esempio di amore per la propria terra e la propria gente, un giorno l'Italia lo dovrà riabilitare e insieme a Cavour, Mazzini e Garibaldi, anche a lui saranno intitolate piazze e monumenti. (ibidem)

  • Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?" Io le dico di no. Capito? Perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini.. [...] Io non ho alcuna difficoltà ad assumermi tutte le responsabilità ed eventuali impopolarità di quel che ho detto, ma una cosa è non discriminare l'omosessuale e un conto è riconoscere all'omosessuale lo stesso esercizio di diritti connessi soprattutto all'educazione... [...] Non farò mai nulla perché siate discriminati ma non farò nulla per mettere il vostro tipo di rapporto sullo stesso piano della famiglia naturale. (citato in Fini: un gay non può fare il maestro, Il Corriere della Sera, 9 aprile 1998)

  • Il comportamento di alcuni magistrati grida vendetta, vedi il caso di Genova dove vengono rinviati a giudizio più poliziotti e carabinieri che black bloc e terroristi in erba. (citato in Fini all'attacco dei magistrati "Atti che gridano vendetta", la Repubblica, 22 maggio 2004)


(da Wikiquote)
 


Leggi ad personam votate da Fini:
2001: DEPENALIZZAZIONE FALSO IN BILANCIO
2002: LEGGE CIRAMI - LEGGE FRATTINI SUL CONFLITTO D'INTERESSI
2003: LODO SCHIFANI
2003: DECRETO-SALVA RETE 4; INCENTIVO PER L'ACQUISTO DEL DECODER
2004: LEGGE GASPARRI
2005: LEGGE EX CIRIELLI
2006: LEGGE PECORELLA; LEGGE ELETTORALE (PORCELLUM)
2008: LODO ALFANO
2009: SCUDO FISCALE




Si, poi ha cambiato idea, ha detto che Mussolini non era poi quella brava persona che credeva, che le leggi razziali sono state una vergogna e bla bla bla, ma non riuscirete MAI a farmi piacere Fini.

MAI.

venerdì 12 novembre 2010

Arguzia va all'UDI


Ieri pomeriggio, dopo una faticosissima giornata, sono andata all'UDI, superando la mia proverbiale pigrizia e un mal di testa che m'ha accompagnato tutto il giorno.

"La Storia ci dice che l’UDI nasce nel 1944-45 dai gruppi di difesa delle donne e subito si impegna per realizzare il tessuto politico e sociale necessario alla riuscita della campagna per il diritto al voto delle donne."

Ecco, questo più o meno è quello che ci disse parecchi anni fa la Maestra L., quando alle elementari studiavamo fascismo e post fascismo (ho avuto delle maestre molto fiche, lo so).

Quindi per me l'UDI è sempre stata una “cosa grossa". Roba importante, un'istituzione che immaginavo inaccessibile a persone come me, una di quelle istituzioni monolitiche e chiuse al mondo esterno, dove mai avrebbe potuto trovare spazio una “normale” come sono io, una che non è particolarmente colta, brillante, intelligente, ma che si interessa, è sempre curiosa e desiderosa di sapere e conoscere.

Le nuove forme di comunicazione mi sono venute in aiuto e quando UDI Centrale ha accettato la mia richiesta di amicizia su facebook mi sono emozionata: cacchio, UDI accettava proprio me!
Si, è vero, alla fine lì si accettano le amicizie di cani&porci, ma mi piaceva leggere di iniziative, comunicati, proteste, proposte. E scrivere qualche commento quando la mia voglia di comunicazione lo richiedeva. E soprattutto leggere risposte: mi faceva sentire parte di qualcosa.

Continuando la "frequentazione" telematica di UDI ho capito che mi sbagliavo: non mi trovavo davanti quell'istituzione monolitica e chiusa che credevo, anzi!
Quando nei messaggi alle "Amiche di facebook" Udi chiede di essere attive, di partecipare, di parlare, non lo fa perché "si fa così" o per fingere una democraticità modaiola e falsa: lo fa davvero, perché se vuoi occuparti di donne, tu le donne le devi conoscere.

Per capire dove sono le ragazze, dobbiamo restituire alla nostra politica anche la dimensione della socialità perché ci rimette in gioco, non solo tra noi che abbiamo una certa età e tanta storia alle spalle, ma perché consente alle più giovani attraverso rapporti vissuti di entrare a far parte di una storia che sembra tanto lontana.

Questo lo dice Pina Nuzzo, responsabile della sede nazionale a Roma.
E credo che anche il tanto vituperato facebook possa aiutare a capire e socializzare. L'ho già detto altrove: facebook non è solo un modo per vedere le foto del compagno di banco del liceo, con facebook si può fare politica.

E ieri mi hanno accolta due Donne meravigliose, con cui ho parlato come faccio con le mie amiche.
Abbiamo parlato della storia dell'UDI, ci siamo scaldate parlando di politica, abbiamo riso raccontandoci storie di vita (abbiamo anche canticchiato “come si caaaaascaaaaaaa, negli stereoooootipi”, parlando della mia professoressa del liceo).
E non mi sono sentita mai in imbarazzo, non ho mai pensato di essere inadeguata o troppo poco intelligente per poter stare lì con loro.

Ecco, questo è quello che io intendo per politica. Persone diverse per provenienza e storia, che si incontrano e parlano di progetti, di idee, di vita.
Non ‘ste stronzate di Fini, Bocchino, Berlusconi, D’Alema.

La politica è, per me, soprattutto questa comunicazione, capace di uscire nel mondo e creare qualcosa di positivo per tutti.

E già che c’ero mi sono anche presa il
Calendario 2011 e visto che UDI non prende soldi dai partiti, ma si sovvenziona sola soletta, col suo lavoro, vi invito a fare altrettanto, ché è pure parecchio bello.

giovedì 11 novembre 2010

Di tasse sul celibato e premi di natalità


Il SindacoDegliAltri, dentro, resta un fascista.
Si, ora fa finta di essere una persona nuova, un vero democratico, uno che tra una sprangata e l'altra combatteva le stesse battaglie dei radicali, ma non si può tradire il proprio essere.
Solo che non è che può continuare a sgomberare rom e cacciare lavavetri, così finirebbe per essere accomunato ad un qualsiasi leghista razzista. Ormai è arrivato il momento di trovare qualcosa di nuovo, di forte, di impattante.

Come gli stilisti più fescion, anche lui guarda al passato.

Ed eccola l'idea geniale, quella che finalmente porterà la prosperità alle famiglie italiane: la tassa sul celibato!
Certo, non è che la puoi proprio chiamare così, magari qualcuno si potrebbe impressionare o ricordare un altro illustre personaggio che in nome della crescita demografica e del benessere tassava i single, dava regali cash agli sposini e assegnava il premio di natalità alla massaia più fertile e mandava al confino i pericolosissimi omosessuali.

Ma il SindacoDegliAltri è un ardito, non ha paura di queste sciocchezze.
E poi sa benissimo che l'italiano medio non si ricorda un cazzo e se si ricorda se ne frega: la sua elezione ne è la prova lampante.

Bisogna sfuggire alla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, altrimenti non faremo mai politiche familiari. Bisogna concentrarci sulla famiglia della Costituzione formata da un uomo e una donna che fanno figli. Questo non vuol dire però discriminare le altre persone, vuol dire che la difesa dei diritti individuali non sono politiche familiari.

Allora, SindacoDegliAltri, c'è una cosa che sfugge a te e ai tuoi simpatici alleati e sostenitori: gay e single pagano le tasse, lavorano, producono e consumano e ci sono non poche coppie che non hanno figli perché non possono e di certo la legge 40 (voluta dal tuo governo) non le aiuta. Quindi quello che tu chiami "dare", qualcuno lo potrebbe chiamare "avere diritto".
Io sono single (A., dico single in senso statale!), vivo sola del mio stipendio e su quello stipendio ci pago le tasse, proprio come una donna sposata e non capisco bene cosa possa fare di me una cittadina di serie B, cui qualcosa può venire negata. Anche i gay pagano le tasse e anche loro non possono essere discriminati per nessun motivo che non sia l'omofobia.
Almeno abbiate il coraggio di dire le cose così come le pensate: i froci ci fanno schifo e i single non fanno figli per la patria. Ne guadagnereste in credibilità, se non altro.

Ovviamente arriva la smentita, come è nello stile del SindacoDegliAltri: non è che ha proprio detto che si devono aumentare le tasse a chi non procrea:

Non si tratta di aumentare le tasse ai single ma di concentrare gli sgravi sulle famiglie con più figli. La pressione fiscale deve complessivamente diminuire, dobbiamo però scegliere dove mirare queste riduzioni.
Dopo tanti anni di riforme concentrate sulla riduzione delle aliquote, bisogna fare un'autentica politica dei redditi applicando il principio del quoziente familiare e quindi concentrando gli sgravi sui nuclei familiari più numerosi. La povertà o la ricchezza di una singola persona si definiscono soprattutto all'interno del nucleo familiare in cui si vive: con lo stesso stipendio si può esser ricchi o poveri a seconda del numero delle persone che bisogna mantenere. Per questo un'autentica politica dei redditi e ridistributiva deve essere applicata sul nucleo familiare, senza per questo creare nessuna forma di discriminazione nei confronti dei single o delle coppie di omosessuali
.

Smentita paraculissima, ma in fondo la cosa è sensata.
Lo so benissimo che io con 1300 € da sola vivo molto meglio di chi con la stessa cifra ci campa una famiglia, non è che sono scema.
Diciamo che secondo me un buon modo di aiutare le famiglie potrebbe essere fornire dei servizi adeguati e gratuiti. Che so', gli asili nido* o i libri di testo gratis per tutte le scuole dell'obbligo. Magari si potrebbe pensare a mezzi pubblici efficienti che possano davvero sostituire il trasporto privato. Si potrebbero monitorare sul serio gli affitti, che -nel caso al SindacoDegliAltri fosse sfuggito- spesso mangiano più della metà di uno stipendio medio. E chissà, un domani si potrebbe addirittura arrivare a parlare di corsi di formazione, di corsi di lingua, di sport...

Ma in effetti queste sono riforme e aiuti che andrebbero a beneficio di tutti, anche di gay, single e coppie senza figli.

*sono andata in pausa caffè mentre scrivevo e al bar c'era Il Messaggero. Come sempre ho guardato la prima pagina: Non faremo più asili nido comunali se non in situazioni particolari - afferma il primo cittadino - punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale.
Appunto.

martedì 9 novembre 2010

IO non ci sto!



Lettera aperta ai mezzi di informazione italiani



Siamo stanche e siamo indignate.




Non solo siamo state offese dai recenti comportamenti dei politici nei nostri confronti, ma anche e soprattutto dall’atteggiamento ipocrita di molti mezzi di informazione che, anziché limitarsi alla denuncia, hanno ossessivamente diffuso immagini e video soft-pornografici, nell’ennesima profusione gratuita di corpi di donne svestite in pasto agli sguardi di tutti.


Ci e vi chiediamo: dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico?


Se non iniziamo a comprendere che è, in primis, attraverso i media che si perpetra la subcultura pruriginosa e sessista che da tempo ci ammorba (siamo al 74° posto per le pari opportunità nel mondo e definirci anche solo civili da questo punto di vista sta diventando un problema), in questo Paese non cambierà mai nulla. Muteranno le facce, ma non la sostanza.


Vi chiediamo di smetterla di sfruttare il corpo delle donne in modo così massiccio e gratuito e vi chiediamo coerenza. Non è mercificando o approfittando dello squallore che lo si potrà combattere, poiché questo è il modo migliore per riprodurlo all’infinito.


Siamo stanche e siamo indignate. Di chi con una mano denuncia e difende i nostri diritti e con l’altra usa il nostro corpo svestito come specchietto per le allodole per attirare il suo pubblico.


Lettera promossa dalla campagna IO NON CI STO agli stereotipi*




Se anche tu, donna o uomo, condividi queste parole puoi :


  • firmare la lettera aperta con nome, cognome e città (oppure blog/sito) nei commenti qui sotto

  • non comprare testate o guardare programmi che sfruttano il voyeurismo del corpo delle donne

  • scrivere alle redazioni ogni qual volta noti un servizio dove il corpo delle donne viene usato in modo gratuito, manifestando il tuo dissenso.


Ti chiediamo inoltre di diffondere questo testo, passando parola. La lettera verrà inviata al maggior numero possibile di testate.


*IO NON CI STO agli stereotipi è una campagna promossa da Giorgia Vezzoli – Vita da streghe, Francesca Sanzo – Associazione Donne Pensanti, Maria Grazia Verderame – Un altro genere di comunicazione e Lorenza Garbolino – Una nuova era.


Lanciata con un’iniziativa di protesta nei confronti del programma tv La pupa e il secchione, la campagna si propone di abbattere le gabbie degli stereotipi di genere presenti sui media per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità paritaria. Manifesto della campagna è un testo poetico che reclama la dignità della donna sui media e che chiunque può diffondere all’interno dei propri blog, siti o nelle inizia tive a favore delle donne.


Leggi e diffondi il manifesto-poesia:




Contattaci:



Di puttane, cocaina e assegni di stato.


La "Legge Bacchelli" è un sussidio che lo Stato, dal 1985, destina ai personaggi famosi caduti in disgrazia.
In pratica è un assegno straordinario vitalizio a tutte le persone che, nel corso della loro carriera, si sono distinte nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.

Ora, io non mi voglio impelagare in questioni più o meno "morali" sulla guistezza di questa legge, ma l'idea che uno che "si sia distinto bla bla bla" e poi ha pensato bene di sputtanarsi tutto come ha meglio creduto debba essere pagato da me un po' mi fa girare le palle.
E che io so' più stronza? Per carità, io non mi distinguo in niente, ma come la stragrande maggioranza degli italiani vivo del mio stipendio e me lo faccio bastare.

Mo' il
Califfo chiede l'assegno, perché tutti i soldi che s'è guadagnato negli anni se li è pippati. E ovviamente la politica (oddio, nell'articolo del Corriere si nomina Gramazio...) si muove.
Muta quando la gente sale sui tetti delle aziende, distratta quando le
operaie di Faenza chiedono aiuti perché le stanno mandando a casa per andare a produrre altrove, impegnata in cose più importanti quando un gruppo di immigrati sale su una gru per chiedere diritti, la politica si sveglia gagliarda per queste stronzate.

E dopo Gramazio parla anche la
Polverini, presidente di una regione con le pezze al culo.

Qualcuno gli ha chiesto poi dei diritti d'autore della SIAE e pare che questi siano circa 10000 euro a semestre.
Io in matematica andavo male, quindi ho fatto il conto con la calcolatrice: 10000/6=1666.666666666667 euro al mese.

Ora, 1667 (arrotondo per eccesso) euro al mese non mi sembrano proprio uno stipendio da indigenti.

Diciamo che in Italia c'è gente che campa la famiglia con 1000 euro e che una come me, sola, in affitto e con uno stipendio medio, arriva a fatica alla fine del mese e non riesce a mettersi da parte manco un euro.

«In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l'obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all'Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente). Ma poi ho sempre aiutato tutti: amici veri e falsi».

Ecco.

Diciamo che l'idea che IO dovrei pagare un assegno vitalizio a uno che si è magnato tutto in macchine, cocaina e donne mentre c'è gente che si ammazza perché perde il lavoro mi fa incazzare non poco.

Se poi ci mettete su il fatto che i soldi con cui lui non riesce ad andare avanti sono praticamente due stipendi medi, la rabbia monta parecchio.

lunedì 8 novembre 2010

L'angolo dello sport 2





Si, lo so e chiedo scusa, ma se non siete Romani non potete capì.



GODO!!!!!!!!!

Io boicotto

Copio e incollo da femminileplurale.


«Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro. Boicottiamo i seguenti marchi:



 



Omsa
Serenella
Golden Lady
Philippe Matignon
Sisi
Hue Donna
Hue Uomo
Saltallegro
Saltallegro Bebé
Mandarina Duck



È con grande tristezza che inoltro questa mail… La stessa cosa è successa alle lavoratrici della Perla, che ora ha trasferito la produzione in Cina, a quelle della Mandarina Duck, ecc.



Anche se il nostro caro Presidente del Consiglio parla di segni positivi ho la netta impressione che quest’anno e i prossimi a venire saranno davvero disastrosi per l’Italia.



Amiche e amici,



vi porto via un po’ di tempo per raccontarvi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale.



Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni. Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.



Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.



Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da “Striscia la notizia” sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).



Trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile. Le lavoratrici vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna,anche solo girando questa mail a quante più persone potete se non altro per non alimentare l’indifferenza.



Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l’aiuto e il supporto che vorrete dare loro quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti».

L'angolo dello sport












GODO COME UN RICCIO!!

mercoledì 3 novembre 2010

Meglio frocio che te.


Melania Rizzoli, medico, deputata PdL oggi raggiunge l'apice, combattendo ogni ipocrisia, mettendo nero su bianco senza paura né mezzi termini quello che pensano tutti, ma che in pochi pare abbiano il coraggio di dire: meglio un figlio morto che un figlio frocio.

Berlusconi,
dicendo
che "è meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay", ha avuto la virile audacia di affermare quello che tutti noi sentiamo nel profondo del cuore e chi grida allo scandalo e si indigna lo fa solo perché è pervaso di falso conformismo. E poi le parole di Berlusconi sono un inno alla vita, visto che se sei gay non puoi riprodurti e se invece guardi le belle ragazz(in)e si.

La frase del premier «meglio essere appas­sionati di belle ragazze che essere gay», che apparentemente può apparire discrimina­toria, è invece per Berlusconi una cosa nor­male e naturale da dire. Anzi per lui è un in­no alla vita. A modo suo certo, ma per uno come lui che ama la vita e la vive così tanto e non ne fa mistero, sarebbe inconcepibile preferire una esistenza sterile, senza lascia­re il segno fisico di sé. Non è nella sua natu­ra. Lo ha dimostrato in tutti i modi, lo dimo­stra ancora oggi e continuerà a farlo. (questa è una minaccia, comunque)

In un interessantissimo
articolo su Il Giornale (che ha una capacità incredibile di arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile), la Rizzoli scomoda addirittura la partenogenesi per spiegare come i gay siano destinati a una vita triste e dal finale tragico: L’omosessualità infatti non genera la vita e sarebbe quindi, senza la scienza moderna, una minoranza destinata all’estinzione.

I gay, che vi piaccia o no, non sono solo tristi, pervertiti, contro natura: sono anche destinati a morire tutti.

Nessuno, dice ancora la Rizzoli, si augura di avere un figlio omosessuale e quindi chi dopo aver ascoltato le parole di Berlusconi si è indignato o si è sentito insultato, non è altro che un ipocrita, uno che non vuole ammettere la realtà dei fatti.

Chi di noi genitori non sarebbe d’accordo nell’augurarsi di avere un figlio maschio appas­sionato di belle ragazze invece che di gay?

Mah, io ancora non sono madre, ma diciamo che per il mio figlio maschio avrei altri desideri, a parte l'essere appassionato di belle ragazze. E lo stesso per la mia figlia femmina.
Magari prima del loro orientamento sessuale penserei alla loro felicità, qualunque scelta sessuale vorranno fare. Li vorrei forti, determinati e intelligenti. Li vorrei empatici, appassionati e altruisti. Diciamo che la loro identità sessuale non è in cima alle mie preoccupazioni.
E comunque credo che qua l'aiuto di mamma e papà conti qualcosa: insomma, se tua madre pensa che avere un figlio gay sia una jattura, per te sarà più difficile evitare di crescere come un pezzo di merda.


Quando la Rizzoli chiede "quale figlio o figlia gay non ha prima pro­vato con dolore, con disagio e con vergogna ad essere eterosessuale come tutti gli altri? E quan­ti dei suic­idi tra gli adolescenti sono da imputa­re alla scoperta traumatica e spesso non accet­tata o rifiutata della propria omosessualità?", mi verrebbe voglia di risponderle che la gente come lei ha sulla coscienza ciascuno di questi suicidi e ha provocato in prima persona quel dolore, quel disagio e quella vergogna.

Vorrei dirle che lei è complice di ogni Svastichella, che è grazie a gente come lei se si crede ancora che una lesbica possa "guarire" grazie alla potente virtù curativa dello stupro. Vorrei dirle che è perché esiste gente come lei se un adolescente che si scopre omosessuale pensa che la morte sia preferibile alla vita. E' per chi discrmina, insulta, deride che la scoperta dell'omosessualità è traumatica.

Molto meglio frocio, cara Rizzoli, che volgare, ignorante, viscido, laido, disonesto, corrotto, colluso, corruttore, fascista.

(E in tutto questo la simpatica battuta è stata pronunciata il 2 novembre, anniversario della morte di
Pasolini.)

venerdì 29 ottobre 2010

Bunga bunga



L'unica cosa davvero seria sul Bunga Bunga l'ho letta su femminileplurale.

Possibile che la "sinistra" parlamentare si "svegli" solo quando c'è da parlare della dissolutezza sessuale di Berlusconi?
Ancora non l'hanno capito che alla ggggente di quanto sesso fa Berlusconi a casa sua non interessa?
S'è visto col caso D'Addario.
E' stato tanato, è stato votato.

Forse sarebbe il caso di parlare del lavoro che non c'è e che quando c'è o ti ammazza o non ti consente di arrivare a fine mese.
Magari si potrebbero spendere due parole sullo sfacelo di scuola, università, sanità.

Ma mi sa che ho uno strano concetto di "politica".

mercoledì 27 ottobre 2010

Di Inni e Costituzioni.


Io affronterò La vita mia in sacrificio, patto d'onestà, E tu che puoi, ricorda che nel dolore siamo tutti figli tuoi
Percorrerò la retta via mi impegnerò sempre di più can l'anima mia
Affronterò con energia questo compito che scanditrà la mia vita
Prega per me Santa Maria riempimi d'amore e cosi sia e aiutaci a vivere sempre uniti in fratellanza con lealtà
Prega per noi siam figli tuoi prega per noi, siam tutti figli, tutti figli tuoi
Mater Regina Amen


Questo è il nuovo inno della
polizia penitenziaria.
 



Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

Questo è l'articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana.




Solo io vedo qualcosa che non va?



lunedì 25 ottobre 2010

Marchionnemetalmeccanico


Io da piccola volevo più di tutto fare il PadroneDelMondo.
E in quanto PadroneDelMondo volevo avere tutti gli animali, anche un’aquila reale appoggiata sulla spalla. E un panda gigante morbidoso da abbraccicare nei momenti di sconforto.

Poi però ho capito che non sarebbe stato possibile e quindi ho cominciato a cercarmi delle alternative.

Per palesi mancanze fisiche e artistiche, non sono potuta diventare la NuotatricePiùBravaDelMondo, né la CantantePiùFamosaDelMondo e per motivi legati a qualche problema con le scienze esatte, ho evitato di affrontare gli studi di veterinaria.

E così ho cominciato a cercare la mia strada.
Ho iniziato facendo la baby sitter, poi ho lavorato in una simpatica libreria di personcine davvero deliziose e tanto tanto care, ho fatto la commessa al “paradiso del fricchettone”, sono stata schiavizzata in un ufficiodemmerda e ora faccio l’impiegata.

Ma  non sono mai stata pienamente soddisfatta. Ho sempre sentito qualcosa dentro di me che diceva di non fermarmi, di andare avanti, che avrei trovato la mia vera strada.
E io quella voce l'ho ascoltata e ora,finalmente, ho capito che cosa voglio fare da grande.

Io da grande voglio fare il
Marchionnemetalmeccanico.
Certo, la divisa non è particolarmente fescion, con quel maglioncino blu-triste e il taglio di capelli quantomeno discutibile, ma sono quasi certa che ci sia la possibilità di scegliere la montatura degli occhiali.







Marchionne, io ti schifo.
E ti schifo così tanto che manco riesco a dirlo quanto mi fai schifo.

venerdì 22 ottobre 2010

Io, il prete e la minigonna.



Sta cosa del prete e della gonna lunga come  fine delle violenze sessuali m'ha fatta un po' incazzare.
Quindi ho partecipato al mailbombing partito su FB.
E sono stata b r a v i s s i m a: nemmeno una bestemmia, per quanto la contestualizzazione sarebbe stata facilissima e inattaccabile.


Caro don Cecere,
ho letto una sua dichiarazione riguardo l'ordinanza per il decoro del sindaco Bobbio.
Secondo quanto riportato su diversi quotidiani on line, lei avrebbe detto "Trovo sia una decisione giusta. In questo modo si contrasta anche il dilagare delle molestie sessuali”.
Sa, don Cecere, spesso noi donne siamo molestate anche quando andiamo in giro in tuta, o con il cappotto. Anche quando siamo senza trucco, spettinate e coi vestiti non stirati. Sa che poi la maggior parte delle violenze sessuali avvengono in famiglia? Crede che avrebbe senso dire alle donne di indossare una biancheria intima più casta per evitare di essere stuprate dal proprio marito? O dire alle adolescenti di non mettere il rossetto per non provocare i loro padri?
Come donna non sono solo molto offesa dalle sue parole, io ne sono terrorizzata.
Questa frase lascerebbe intendere che dietro una molestia sessuale ci sia una provocazione da parte della donna.
Vede, dire con tanta leggerezza che "in questo modo si contrasta il dilagare delle molestie sessuali" è di fatto fornire un alibi agli aggressori e rendersi complici di ogni violenza.
Forse, don Cecere, lei non sa che la prima scusa dello stupratore è "ma lei ci stava, se l'è cercata, andava in giro mezza nuda". Gettare fango sulla moralità della vittima è la prima mossa. Delegittimarla, insinuare il dubbio sul suo essere "una donna per bene".
Don Cecere, la prego, si rimangi ogni singola parola e chieda scusa alle donne che sono state molestate, alle donne violentate, a quelle uccise e non dia una mano a chi quelle donne le ha stuprate, magari nascondendosi dietro una gonna troppo corta e un sorriso troppo smagliante.

Sperando che queste poche righe possano farle comprendere la gravità e la violenza delle sue parole, le porgo i miei saluti.

Decorose e ben coperte



Sono anni ormai che in questo paese escono fuori decine di ordinanze assurde.
In molti pensano sia una scappatoia trovata dalle amministrazioni comunali per fare cassa in barba ai tagli delle finanziarie, altri vedono finalmente l'ordine regnare sovrano.
Sta di fatto che ce ne sono di atrocemente idiote.
Si vieta il kebab nei centri storici, gli artisti di strada non possono restare più di quindici minuti nello stesso punto, non si possono indossare zoccoli di legno.
Dopo le 23 non ci si può sedere sulle panchine, tantomeno se si è in più di tre e non ci si siede sui gradini delle chiese e via così (non ho voglia di fare una ricerca, sono stanca di stronzate). E non fatevi beccare a pomiciare, zozzi!

L'ordinanza di oggi viene da Castellammare di Stabia, dove lunedì si deciderà se vietare o meno minigonne, pantaloni a vita bassa, scollature, bestemmie e il gioco della palla.

Sui quotidiani nazionali si parla in realtà solo di minigonne e vestiti troppo scollati, quindi sono andata ad informarmi un po' meglio
qui e vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione qualche reazione.

Annamaria, 53 anni: "Il problema sono le donne ucraine che in Villa Comunale si spogliano davanti a tutti per prendere il sole. Noi non l'abbiamo mai fatto, ma loro sono qui per rubarci i mariti e allora è giusto che le multino. Però, se una signora dà scandalo andando in giro in reggiseno non è una persona sana di mente e allora non va bene multarla, bisogna prendere altri provvedimenti, di tipo sanitario."

Annamaria è contenta: se si vietano minigonne e scollature, nessuna ucraina potrà portarle via il marito. Grazie sindaco!

Ed è parecchio contenta anche Rita, 33 anni, soprattutto per la parte riguardante il giuoco del pallone nudista:
"Però andate a vedere oggi pomeriggio in Villa Comunale chi gioca a pallone a torso nudo: sono solo gli immigrati. Devono andare via, perché ci rubano il lavoro e non hanno educazione".

Non solo le donne ci rubano i mariti vestendosi come delle passeggiatrici! Gli uomini ci rubano il lavoro e giocano a pallone senza maglietta! Dove andremo a finire di questo passo?

Per fortuna la gioventù di Castellammare di Stabia ha le idee chiare e una specchiata moralità:

Giovanni, 17 anni, studente dell'Istituto Alberghiero, insieme con Aldo, anche lui 17enne, studente dell'Itis, non hanno dubbi: "Giocare a pallone a torso nudo è rivoltante. E le ragazze che vanno in giro troppo svestite non le approvo", dice Giovanni. Aldo ci pensa un po', poi aggiunge: "A me piace guardarle, ma è una moda che va bocciata"

Ma la palma d'oro per il miglior commento a tutta la faccenda va a Don Paolo Cecere: “Trovo sia una decisione giusta. In questo modo si contrasta anche il dilagare delle molestie sessuali”.

Ecco. Ricordatevelo, ragazze. Per non essere molestate basta coprirsi! Possibile che ancora non ci avevamo pensato? Finalmente abbiamo trovato il modo per sconfiggere la violenza sessuale! C O P R I A M O C I  e  "contrastiamo il dilagare delle molestie sessuali".
Meno male che c'è don Paolo, perché io proprio non riuscivo a spiegarmi cosa potesse spingere un uomo a stuprare una donna. Era facile, invece: son i vestiti succinti!

E non venitemi a dire che il don è solo uno stronzo che minimizza la violenza sessuale e che con queste parole lancia un messaggio pericoloso e complice che si potrebbe tradurre con "e pure loro se la cercano, sempre vestite da mignotte, poi cosa vuoi che facciano quei poveri ragazzi davanti a tutta quella roba in mostra", perché non voglio sentire certe bestemmie.



lunedì 18 ottobre 2010

Tanto un bravo ragazzo.


Si è sentito minacciato.
Ha avuto paura.
Quella se l’è cercata.
Che poi magari c’aveva il coltello nella borsa.
Sembrava troppo sicura di sè.
E lui è un bravo ragazzo.
Non  può andare in galera.
Questo è il pensiero degli amici di Alessio Burtone, 20 anni,
omicida.
Mamma e papà venderanno anche la casa, se servirà a risarcire la famiglia di Maricica (no, signori, una casa venduta di solito non riporta in vita una donna, una madre, una figlia, una moglie, una sorella, un'amica.)

Chiede umilmente scusa, lui.
Sta tanto male, piange, quasi non ci può pensare.
E ha tanta tanta paura della galera.
Ha anche scritto una lettera alla famiglia della donna che ha ucciso per chiedere scusa.

In fondo cosa ha fatto mai? Ha solo dato un destro in faccia a una donna di 32 anni, che indubbiamente  lo ha insultato, magari  l’ha anche colpito.

Certo, c’è da chiedersi che razza di uomo sia uno che prende a cazzotti una donna. C’è da chiedersi che razza di uomo sia uno che vedendola cadere in terra si china a raccogliere le sue cose e se ne va.

Lui è un uomo di merda, un assassino.
Punto.
Nella nostra lingua le parole ci sono ed è bene usarle.

E un uomo di merda è il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che ha detto che Alessio Burtone non deve andare in carcere, perché "non c'è pericolo né di fuga né tantomeno di inquinamento delle prove, visto che tutto è stato registrato dalle videocamere" e poi il ragazzo ha così tanta paura del carcere.

La domanda l’hanno fatta in tanti e oggi la faccio pure io.
Cosa sarebbe successo se un ventenne rUmeno avesse preso a cazzotti in faccia, mandato in coma e poi ucciso una trentaduenne rOmana?
No, perché io un’idea ce l’avrei, ma forse mi sbaglio.

venerdì 15 ottobre 2010

Sempre la vasca


Lo so, sono una rompipalle, ma a me la faccenda della vascabella m'ha fatto salire il veleno.
Stavo rileggendo il comunicato dell'
UDI, visto che un paio di parole erano attaccate tra loro e così i link finali e mentre li ricontrollavo ho trovato una sorpresa.

Se fino a poco fa all'indirizzo
http://www.vascabella.eu/images/figanellavasca.gif si trovava, appunto, la figanellavasca, ora c'è La Linea di Cavandoli.

Ora, io ho salvato l'immagine reale sul pc, superando lo schifo, ma mi pare chiaro che il signor Rullo abbia capito di aver fatto una grossa stronzata e ora stia correndo ai ripari.

Fortunatamente esiste
google images e fortunatamente la mia adorata Cuggia qualche tempo fa mi ha insegnato l'uso del tasto Stamp.

Mi sa che continua, vi chiedo scusa in anticipo.





Per le puntate precedenti
QUI
QUI

QUI
QUI


Per quanto riguarda l'eliminazione dell'account facebook di Doriana Goracci per aver (ommiocielo, che persona brutta, dobbiamo censurarla si si si) andate qui e seguite i link che preferite.

Bravi studenti.



Un bravo studente deve essere sempre attento.
Deve prendere appunti, deve ascoltare.








E quando è il momento deve dimostrare quanto ha imparato.


http://www.repubblica.it/politica/2010/10/14/news/maroni_fiom-8053853/?ref=HREA-1

mercoledì 13 ottobre 2010

Di derive, vasche, pubblicità e censura.



L'affaire vascabella va avanti.
E io copio paro paro il comunicato stampa dell'UDI, che spiega le cose molto meglio di me.
Diamoci una mossa, facciamo girare!!!


 



COMUNICATO STAMPA UDI NAZIONALE a
- FACEBOOK ITALIA
- I.A.P.
- Organi di Stampa
- Rullo Pasquale, Como
OGGETTO: Se denunciare è osceno…

La Sede Nazionale UDI apprende oggi che l'account Facebook “DORIANA GORACCI” è stato sospeso senza preavviso. Solo dopo reiterate richieste di spiegazioni in merito, il gestore Facebook Italia avrebbe motivato la sospensione, sarebbe legata ad una immagine (alla quale si accede peraltro solo attraverso un link) denunciata da DORIANA GORACCI in un articolo sul sito web "reset.italia" riguardante, tra l’altro, anche la pubblicità "Vascabella".

L’oscenità di quell’immagine “sarebbe” all’origine della sospensione di un account e dei suoi oltre 3000 contatti.
Ma c’è di più: detta pubblicità è stata da noi, UDI Nazionale, denunciata anche prima, e l'immagine della pubblicità usata dalla ditta“Vascabella” è stata pubblicata nel sito
www.udinazionale.org - nella Sezione Immagini Nemiche della Campagna "Immagini Amiche".

Nei giorni scorsi sono piovute mail di protesta e denunce allo I.A.P.l'istituto per l'autodisciplina pubblicitaria, per denunciare la DittaVascabella, a causa dell'uso di quella immagine gravemente offensivadella dignità femminile.

IERI, nello stesso giorno in cui Facebook adottava questa decisione, Il titolare della Ditta "Vascabella"ha sostituito quella immagine. Ma, a quanto si può ragionevolmentesupporre, le ritorsioni non sono mancate. Le stesse “risposte”inviate dal sig. Pasquale Rullo a quanti (donne e uomini) hannoprotestato con veemenza, ci sono state inoltrate per conoscenza alnostro indirizzo mail udinazionale@gmail.com , sono un atto di arroganza.

Dobbiamo aspettarci che Facebook Italia sospenda anche l'account "Udi Centrale"? Siamo incredule di fronte alla motivazione "adottata" da facebook perchiudere l’accaount di Doriana Goracci che "avrebbe" utilizzato una immagine oscena. Allora dovremmo essere cancellate noi e tutte/i coloro che denunciano!

La Sede Nazionale UDI:
- esprime tutta la sua solidarietà a Goriana Goracci;
- denuncia questo ennesimo grave atto di ritorsione;
- chiede a Facebook Italia di tornare immediatamente sui propri passi e ripristinare l'account “Doriana Goracci” nelle stesse condizioni in cui si trovava ieri.
- invia opportuno dossier (immagini, documenti e copie mail) sia lo I.AP. che gli organi di Stampa.

Per Udi Nazionale, Pina Nuzzo.

Link alla pagina cartella immagini del sito “VASCABELLA” dove è ancora
presente l’immagine tolta ieri dalla home
page.
http://www.vascabella.eu/images/figanellavasca.gif



Link ad articolo su reset italia a firma Doriana Goracci.

http://www.reset-italia.net/2010/10/12/2-pugni-da-nord-al-centro-con-comune-violenza/



Linka pagina del sito nazionale Udi dove viene pubblicata l’immagine
inquestione (la prima in alto a destra) già utilizzata dalla
ditta“Vascabella” di Rullo Pasquale, via Gioacchino Rossini n.130 22100
Como (CO) tel: 031 543289 339 1646211 rullo@vascabella.eu –




www.vascabella.eu
http://unionedonne.alte
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martedì 12 ottobre 2010

Di derive, vasche e pubblicità.



Ieri avevo scritto della meravigliosa campagna pubblicitaria dell'azienda "Vascabella".
Fino a ieri in homepage c'era "figanellavasca.gif", che ritraeva una donna in posizione ginecologica (nel senso che è proprio quella che hai quando sei dal medico) immersa in una vasca piena di schiuma.

A dire il vero sembrava una scena di un film porno, ma tant'è.

Ieri su facebook noi donne con la
deriva insieme a qualche uomo amico, abbiamo condiviso note, parole e rabbia, abbiamo segnalato allo IAP e molte di noi hanno scritto al signor Pasquale, titolare della ditta.

Ieri sera gli avevo scritto:
Buonasera,
scrivo in merito alla Vostra pubblicità "vascabella" e alla sua immagine "figanellavasca.gif".
Ora, se avete pensato a una cosa del genere, non credo abbia senso sprecare tempo a spiegarvi quello che una donna possa provare davanti a una simile rappresentazione di sé, quindi mi limito a comunicarvi che boicotterò e inviterò chiunque a boicottare i vostri prodotti e a segnalare allo IAP la Vostra "campagna pubblicitaria."


Ero troppo arrabbiata per scrivere anche una parola in più, tremavo letteralmente dalla rabbia. E poi volevo mantenere una parvenza di "stile", visto che quello che avevo in mente era tutt'altro che delicato.

Che poi la cosa è nata dalla segnalazione di una donna all'UDI, che raccontava come alla sua mail, che chiedeva la rimozione dell'immagine, era stato risposto (da Pasquale): "Cara xxx hai tempo da perdere? vieni qui che ci facciamo una bella scopata insieme, se sei abile e passabile, altrimenti non rompere i coglioni."

Stamani sono andata a rivedere il sito e "figanellavasca.gif" è stata sostituita da una bella doccia, vuota e solitaria.

Visto che sono di indole polemica, ho scritto a Pasquale dicendo che avevo notato la modifica dell'homepage. E lui mi ha risposto proprio ora: "quella si stava lavando , e tu?"

Avrei voluto vedere la faccia di Pasquale quando s'è visto la casella di posta intasata di messaggio più o meno gentili.
Certo, come dice il mio amico
Lorenzo, : non ho nessuna intenzione di  chiederle di cambiare le sue convinzioni personali, né di chiedere pubblicamente scusa. Personalmente, non credo che lei sia in grado di fare nulla del genere onestamente e senza ipocrisia. Mi sforzerò,  comunque, che accadano due cose: che l'autorità preposta faccia togliere quella schifezza d'immagine che usa per pubblicizzare i suoi prodotti, e che più persone possibile sappiano che schifo di persona è lei nelle  sue scelte pubblicitarie aziendali.




Senza pudore



Dopo la pagliacciata al sapore di coda alla vaccinara, pajata e polenta, con la Polverini che imbocca uno sbavante Bossi e il SindacoDegliAltri che si ingozza, a Roma sono comparsi degli strani manifesti.




La faccia come il culo


Ora, forse io ho visto un film diverso, ma tutte 'ste scuse non mi pare di averle sentite.
Piuttosto ho visto uno spettacolo disgustoso, volgare e pure pacchiano.

lunedì 11 ottobre 2010

Deriva femminista



Qualche tempo fa mi hanno detto "si, lo leggo il tuo blog, ma che palle, mo' c'hai la deriva femminista".
Forse è vero, ma mi sento più che giustificata da quello che vedo ogni giorno.

La deriva di oggi è stata fomentata dalla ditta "
Vascabella", di tale Pasquale Rullo, in quel di Como.

Il fatto che per pubblicizzare una vasca da bagno si sia pensato di immergere una donna in un mare di schiuma non è originale. Il fatto di aver chiamato l'immagine in homepage "figanellavasca.gif" è indice di come una certa rappresentazione del corpo della donna sia entrata ormai nella "normalità" della comunicazione iin questo paese.

Ora, io non voglio essere "catastrofista" , ma se c'è gente che crede sia normale o legittimo o consentito usare una simile immagine per pubblicizzare un prodotto, qualunque esso sia, poi non possiamo più cadere dalle nuvole quando leggiamo i fattacci di cronaca.

C'è questo bel
videomessaggio fatto dall'UDI mentre la televisione ci faceva vedere i funerali di una ragazzina ammazzata e stuprata dallo zio, che ci dice qualcosa che in troppi non vogliono accettare: "certe cose non accadono per caso o come un fulmine a ciel sereno, ma perché alcuni uomini sono convinti che quelle cose possono farle".

E allora sarò io che c'ho la deriva, sarò io che esagero, ma credo che questo tipo di comunicazione contribuisca attivamente a quel pensiero.

Vi invito quindi a segnalare lo "spot" allo
IAP. Bastano un paio di minuti.


AGGIORNAMENTO del 12 ottobre:
le merde hanno tolto la "figanellavasca" per sostituirla con una comune doccia.

domenica 10 ottobre 2010

Diffondo


Appello per il ritiro dello
spot del Ministero del Lavoro: "Sicurezza sul lavoro. La pretende
chi si vuole bene"

La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro
del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “Sicurezza sul lavoro. La
pretende chi si vuole bene”. Un messaggio e due spot:
http://www.lavoro.gov.it/
rivolti solo al lavoratore e non a tutti gli “attori”
coinvolti.
Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben
pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni
dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni
casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc).

 Ora il governo cerca di rifarsi la “verginità” con spot inutili che
costano alle nostre tasche ben 9 milioni di euro. Spot non solo inutili,
ma anche dannosi per l’immagine di chi ogni giorno rischia la vita, e non
perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi. Spot che colpevolizzano
sottilmente il lavoratore stesso, nascondendo una realtà drammatica:
l’attuale organizzazione del lavoro offre ben poche possibilità al
lavoratore di ribellarsi a condizioni di lavoro sempre più precarie in
tema di sicurezza.

 E’ una campagna vergognosa perché oggi il lavoratore ha ben poche
possibilità di rispettare lo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende
chi si vuole bene”, quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile
al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi
familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge,
ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di
lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente
di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di
scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro
a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio
Evo.

La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa,
in modo da rendere nota a tutti la necessita’ di un impegno costante da
parte di tutti gli “attori” coinvolti, soprattutto di chi deve garantire
la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di
comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e non
ultime anche etico-morali che l’imprenditore deve assumersi per tutelare
l’integrita’ delle persone che lavorano per lui.

 Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL
e più risorse, affinchè la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine.
Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si
faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.

FIRMATARI:
 Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza-Firenze.
 Andrea Bagaglio-Medico del Lavoro-Varese.
 Leopoldo Pileggi-Rappresentante dei lavoratori per La
Sicurezza-Correggio.
 Daniela Cortese- RSU/RLS Telecom Italia Sparkle-Roma

N.B Chi vuole aderire all'appello, invii il proprio nominativo, azienda,
qualificà e Città al seguente indirizzo email: bazzoni_m@tin.it