giovedì 18 dicembre 2008

Morirai quando lo dico io

Sacconi se la sente calla.
E' ministro della salute, lui, nessuno può morire senza il suo permesso. Manco chi è già morto.

Quindi ha deciso che Eluana Englaro deve restare "viva" ancora un po', sputando sulla sofferenza di una famiglia e su una sentenza giuridica.
Quando finalmente questa triste storia stava arrivando a conclusione, Sacconi ha preso carta e penna e si è messo a scrivere: "Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale".

Ha detto Sacconi: "Ho firmato questo atto perché lo ritengo doveroso, affinché tutto il servizio sanitario nazionale, si uniformi al dovere di garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e all'idratazione".
Mi chiedo cosa c'entrino le persone "diversamente abili" con chi è ridotto da più di quindici anni allo stato vegetativo. Ma sicuramente c'è qualcosa che mi sfugge, saranno termini tecnici che io non comprendo.

Comunque, nonostante la sentenza della Corte D'Appello di Milano e la sofferenza della famiglia di Eluana, Sacconi va avanti come un treno ed è pronto a sanzionare la clinica di Udine che dovrebbe permettere a quella ragazza di andarsene in pace.

In fondo non è sua figlia, non è sua amica, manco l'ha vista mai, quindi sticazzi.

Il bue e l'asino

L'uomo che disse che Mussolini è stato il più grande statista del novecento attacca la Chiesa cattolica, quella che "la sa a memoria il diritto di Dio ma dimentica sempre il perdono"*. Dice Fini (ex fascista, delfino di Almirante) che le leggi razziali sono state un orrore (io lo sapevo già da un sacco di tempo, comunque) e che la Chiesa non si è opposta abbastanza (e sapevo pure questo, anche se "ce la vonno ammischià", come si dice dalle mie parti).
Con queste belle parole, Fini continua la sua opera di ripulitura, che in effetti gli riesce bene.
Solo che la Chiesa proprio non ci sta e attacca a sua volta: "non può parlare, maledetto opportunista, lui è erede del fascismo!".
Insomma, uno scontro tra titani, tra due coscienze ugualmente sporche che giocano a palla rimbalzina, per vedere chi ha più colpe.
Per quanto mi riguarda, sono sullo stesso, orrido, piano.

Antifascista e atea sempre.

*De Andrè.

martedì 16 dicembre 2008

Arguzia & il Piddì

Quindi il Piddì ha preso gli schiaffi pure in Abruzzo. E mentre si parla della sacrosanta questione morale (povero povero Berlinguer...) il sindaco di Pescara, del Piddì, viene arrestato.

Il Piddì è finito qui, secondo me, se mai fosse partito.
Ho sempre pensato che l'idea di creare dall'alto -nonostante il contentino delle primarie- un "grande partito democratico" che potesse inglobare democristiani, socialisti, ex comunisti fosse destinata a fallire in partenza. E mi pare di avere mille conferme ogni giorno.

Ho votato Piddì alle ultime elezioni, mi sono fatta fregare dalle sparate sulla necessità di sconfiggere Berlusconi, ma non ho mai creduto che un partito simile avrebbe potuto vincere e tantomeno governare.

Mi dicono che "dobbiamo uccidere nostro padre", che se il piddì non ci piace dobbiamo cambiarlo dall'interno.
Ma il punto è che io all'interno di un partito del genere proprio non ci voglio stare.
Io non c'ho niente a che fare con chi è contro l'aborto, con chi non riconosce i diritti degli omosessuali, con chi ruba e corrompe.

Veltroni piagnucola sull'astensionismo, dice che è "un segno anche per noi". Bravo, ma non era difficile e avrebbe dovuto cominciare a capire "i segni" tanto tempo fa.

Il risultato di questa genialata democratica è che al governo abbiamo gente impresentabile che resterà bellamente al suo posto. Il resto è fuffa. Dice che l'astensione in Abruzzo "è segno di malessere", che bisogna "moralizzare la politica"...

Nella mia pochezza, comincio a pensare che i primi a doversi levare dai coglioni siano proprio i vertici del Piddì.

giovedì 11 dicembre 2008

Io sono diversa

Quasi mi mancavano le cazzate di santaromanachiesa.

Nessuna parità tra omosessuali ed eterosessuali. MAI!
Il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il cardinale Martino, ha detto: "Si vorrebbe che la Santa Sede mettesse sullo stesso piano le coppie gay e quelle eterosessuali, posso assicurarvi che questo non accadrà".

Ecco, sono quelle cose che ti fanno stare bene. Voglio dire, mi piace avere conferma della mia assoluta diversità da questa gente. Non sia mai qualcuno mi scambiasse per una cattolicapostolicaromana!
E se anche ci fossero ancora dubbi, il cardinale ha continuato con altre perle per dissiparli:
"Sappiamo bene che quello del preservativo non è un rimedio tuttofare, perché anche quello non è al cento per cento sicuro nella prevenzione. Ma soprattutto occorre l'educazione a un uso responsabile della sessualità, a una paternità e maternità responsabili. Quando uno è motivato moralmente allora evita tante cose, come abbiamo sempre predicato".

mercoledì 3 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Concorso

Sono reduce da un concorso per il Ministero dei Beni Culturali per " 397 posti di assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico".
Oggi la prova preselettiva, 100 domande a risposta multipla e un'ora per rispondere.

I quiz sono stati dati sbagliati dal ministero per ben 2 volte, ma nessuno ha pensato che forse sarebbe stato giusto modificare il calendario delle prove, visto che ci hanno fatto preparare appunto su quiz sbagliati.
Le domande di scienze e matematica, poi, sono un vero spasso.
A cosa mi servirà conoscere i microtubuli, il ciclo dell'azoto o saper risolvere una disequazione se dovrò fare la guardia in un museo o dire dove sono i cessi?
Misteri...
In ogni caso, speriamo bene.

lunedì 1 dicembre 2008

Più chiese per tutti

Il SindacoDegliAltri ha deciso: a Roma c'è bisogno di nuove chiese. Soprattutto in periferia: c'è assoluto bisogno di una chiesa cattolicapostolicaromana in ogni zona della città.
Sti cazzi della metro, di autobus decorosi, di strade decenti: molto meglio curare lo spirito.
Quindi, "ogni periferia avrà la sua parrocchia", come se non ce ne fossero già abbastanza.
E poi, se anche ce ne fosse la reale necessità, non potrebbero farsele direttamente i preti con tutti i soldi che hanno?

Alla faccia di chi in chiesa non ci va per i motivi più diversi e se vive in culo alla luna preferirebbe un ufficio postale, un supermercato o una stazione degna di questo nome,.il SindacoDegliAltri ha annunciato tronfio: «Faremo di tutto perché a Roma possano nascere tutte le parrocchie di cui c´è bisogno. Ci sarà per questo una collaborazione molto stretta con il vicariato e il Comune appoggerà la realizzazione dei luoghi di culto cristiani con la concessione di terreni».
Case popolari? Scuole? Uffici? Macchè!

Quello che mi manda in bestia è che anche Marrazzo si è detto disponibile a «lavorare insieme perché altre parrocchie possano nascere».

Mavvaffancuo voi e i preti.

Ramona VS Rumeni

Avevo già parlato del nuovo consigliere del SindacoDegliAltri, Ramona Badescu, per le questioni legate all'immigrazione.
La consiglieravelina è stata contestata da un grupppo di suoi connazionali all'uscita del seggio elettorale alll'Accademia di Romania per il voto alle elezioni politiche romene.

"La Badescu non ci rappresenta vorremmo sapere per quale motivo Alemanno l'ha scelta, non ha nessuna competenza oltre a quella di essere, come dice lei, miss Romania".
"Va bene che una donna sia bella, se fa un calendario glielo compro. Ma non voglio una persona così in Comune, è inadeguata e non conosce i nostri problemi".
"E' una ex comunista che sta con un fascista che porta la croce celtica al collo".
Lei, comunque, dice che è contenta delle critiche: "E' normale che io venga contestata accetto la libertà di espressione, e ben vengano le critiche che, quando sono esposte senza animosità, sono costruttive. Io sono da poco nell'ambiente della politica e sto cercando di imparare e recuperare. Per questo ho bisogno di più suggerimenti possibili, anche delle critiche per svolgere il ruolo di consigliere che ho preso molto sul serio".

Intanto in Romania il premier Calin Popescu Tariceanusta smentendo le voci del suo imminente divorzio per colpa di una relazione con la showgirl.

Che tristezza, povera povera Roma Mia.

Discriminiamoci

La Francia propone all'Onu la "depenalizzazione dell'omosessualità", visto che in moltissimi paesi se sei frocio sei morto e il Vaticano ovviamente dice no.
Depenalizzare l'omosessualità porterebbe "alla gogna" quegli stati che non riconoscono le unioni gay.
Insomma, se l'Onu decidesse di dire fermamente che è illegale discriminare i gay, allora i paesi che lo fanno sarebbero discriminati a loro volta e succederebbe un casino pazzesco, sarebbe un discrimina-discrimina generale, ci sarebbe il caos più completo.
L'Arcivescovo Migliore lo spiega chiaramente: "Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".

A volte penso che sarebbe bello avere torto: sarebbe bello se davvero il loro dio esistesse. Mi farei grasse risate vedendoli bruciare all'inferno.

venerdì 28 novembre 2008

Consumiamo

Ieri ad AnnoZero Della Valle ha detto più volte che non bisogna demonizzare il concetto di consumo, perché se si consuma l'economia ci guadagna, le imprese producono e tutti stiamo meglio.
Perfetto, giustissimo. Ma solo sulla carta.

Ora, io sono fortunata: guadagno 1120 € al mese, ho un contratto, le ferie e la malattia pagate, la tredicesima e soprattutto non ho una famiglia da mantenere.
Ma ho comunque delle spese.
Innanzi tutto ci sono 650 € al mese di affitto, le bollette, la benzina, il cibo.
L'assicurazione del motorino lo scorso anno mi è costata 532,50 €, poi c'è il bollo, le tasse dell'università, i libri.
Io vorrei consumare, giuro.
Vorrei accendere un mutuo, ma ho fatto un paio di calcoli e viene fuori una rata di 700-800 € che decisamente non posso permettermi.
Comprerei volentieri una macchina, ma a parte il costo del mezzo (ovviamente usato, ma in condizioni decorose) c'è l'assicurazione e pure lì sono dolori.

Se non ce la faccio io che sono sola, con che faccia si chiede a chi ha solo uno stipendio per mantenere una famiglia di consumare?

lunedì 24 novembre 2008

Ciao Sandro

Curzi mi piaceva.
Mi piaceva come giornalista e mi stava pure simpatico.
Il giorno dei quadri della maturità mi aveva fatto i complimenti per il voto, ma era solo per perculare suo nipote che veniva a scuola con me.

Sono stata alla Camera Ardente in Campidoglio ieri.
E volevo dirgli ciao un'altra volta qui.

Fatalità

Dice Berlusconi che se te muori a 17 anni perché la tua scuola ti crolla addosso è una fatalità (dopotutto lui disse che Carlo Giuliani morto era stato un "imprevisto" o qualcosa del genere).
Io, che sono molto più terra-terra, penso sia omicidio. Perché ci sono cose su cui non si può in alcun modo risparmiare e la sicurezza delle scuole è ai primi posti.
Alle medie andavo in uno dei quartieri più belli e ricchi di Roma. La mia scuola era una palazzina elegante, un gioiello vista da fuori.
Solo che potevamo uscire dalle aule a turni, perché le scale non ci avrebbero retto tutti. E quel bel terrazzo al secondo piano, il terrazzo della mia aula di III media, era inagibile.
Eppure eravamo in pieno centro. Eppure tra i miei compagni di classe c'erano figli di ricchi professionisti.
Posso solo immaginare come possano essere certe scuole di periferia.

Incazzata sciolta

Incazzata sciolta

Così mi ha definita una donna di noidonne mentre sedute alla fontana di piazza Esedra aspettavamo la partenza del corteo.

 

Sono arrivata all’Esedra e ho pensato che eravamo poche, ma poi la gente ha cominciato ad arrivare e altre donne si sono unite al corteo strada facendo.
Alla fine eravamo circa cinquantamila. Non male per un corteo autorganizzato.


Lo spezzone più bello era senza dubbio quello di Action-a: donne di tutti i colori che sfilavano per i diritti di tutte.

Un corteo che ha voluto ricordare ancora una volta che la violenza sulle donne -non lo si ripete mai abbastanza- non è una questione di ordine pubblico. Le donne vengono violentate umiliate e uccise dai loro padri, dai mariti, i compagni. Purtroppo non basta evitare i luoghi isolati e restare in casa la sera: l’assassino ha le chiavi delle nostre case. Vive e lavora con noi e non viene da lontano.

Eppure è proprio sul corpo delle donne che si sono giocate le ultime campagne elettorali.

 

Una cosa sola di quel bel corteo non mi ha trovata d’accordo: l’eccessiva connotazione sessuale.

Il mio essere eterosessuale non mi rende meno donna di una lesbica.

Se mi depilo e provo piacere nel fare l’amore con un uomo non è perché non ho mai conosciuto l’amore vero e sono vittima del patriarcato. Il patriarcato mi rende vittima in altro modo: impedendomi di fatto di fare carriera, di arrivare alle massime cariche politiche, impedendomi di essere pagata quanto un uomo, obbligandomi a dimostrare di valere  quanto (spesso più) di un collega maschio.

Essere eterosessuale non mi rende una donna meno capace di portare le proprie richieste, di protestare e non mi rende immune da violenze e umiliazioni.

Non so quanto questo battere sulla identità sessuale possa aiutarci in una lotta politica.

lunedì 17 novembre 2008

17 Novembre

Corteo faticoso per me quello del 17.
Sono arrivata puntuale alle 9 con la mia amica S alla Bocca della Verità.

Palloncini e bandiere rosse della CGIL ovunque.

E precari, studenti, professori.

Ho anche rivisto N, che studiava Filosofia con me e che per due anni non ha avuto il dottorato che le spettava di diritto. N è stata fortunata, se non altro è rimasta in Italia. Ok, non ha una lira, piglia uno stipendio inutile, ma almeno è rimasta qui a fare (più o meno) quello che le piace.

Comunque, il corteo è partito in ritardo, ma festante.

Pure il tempo è stato clemente.


Sulla strada abbiamo incontrato diversi compagni di Università, dottorati e dottorandi rigorosamente intelligentissimi e molto molto precari.

S mi ha aggiornata su chi è partito e guadagna bene all’estero facendo quello che qui pare una bestemmia: studiando e insegnando. C’è chi guadagna soldoni a Berkley, chi a Manchester e chi è ormai da parecchi anni in Francia e Danimarca.

Poi ci sono quelli che invece hanno rinunciato. A va in Inghilterra a fare non si sa cosa, dopo essersi laureato e dottorato col massimo dei voti e aver passato gli ultimi anni a insegnare italiano agli stranieri per due lire. Un altro invece fa il cameriere, nonostante una laurea ottima, perché di fare marchette s’è rotto.


A Largo Argentina abbiamo incontrato l’Amico P e con lui abbiamo raggiunto il corteo degli studenti a Piazza Venezia. Qualcuno ha sentito che la polizia diceva che c’erano “scudi di plexiglas”. Gli scudi c’erano, ma erano quadrati di gommapiuma con su i titoli dei grandi libri della letteratura mondiale. Chissà quanti ne conosce Beata Ignoranza. C’era anche il kamikaze, con una cintura di pericolosissimi libri pronta ad esplodere.


Per un momento un gruppo non proprio bello ha aggirato il corteo e ne ha guadagnato la testa. Pare volessero entrare a Via del Corso per poi andare a Montecitorio. Nessuno gli ha dato troppo peso e tra canti, balli, male parole e spettacoli teatrali il corteo è continuato.

Arrivati a Corso Rinascimento qualcuno chiedeva di infilarsi nei vicoli dietro al Senato, forse di nuovo per raggiungere da dietro Montecitorio.

Noi, comunque, siamo entrati a Piazza Navona per la fine del comizio dei sindacati.

Io e S abbiamo deciso di tornare verso casa, ma la musica e gli slogan ci hanno fatto tornare indietro, quindi da Campo de’Fiori siamo tornate a Largo Argentina, dove c’era ancora una lunga coda del corteo che sfilava. Siamo rimaste sedute a guardare per un bel po’: non finivano mai.
E nonostante la stanchezza e la fame, abbiamo deciso di continuare. Siamo andate a Via del Plebiscito, ma anche se eravamo due ragazzette per niente pericolose, non ci hanno lasciato passare sotto casa del nano. Abbiamo comunque “salutato” Berlusconi e siamo arrivate a Via del Corso.
Bellissima Via del Corso, finalmente purificata dalle auto blu e dai coatti del sabato pomeriggio.

Abbiamo “bivaccato” e curiosato con gli altri, abbiamo anche beccato Pannella, che forse si aspettava un’altra accoglienza, visto che al suo passaggio s’è alzato un coro “e Pannella ha rosicato, e Pannella ha rosicato!”.

Ci siamo unite a un altro “corteo” fino a Piazza Venezia e poi dietro al carro di Roma Tre dai Fori Imperiali fino al Circo Massimo.

Sono tornata a casa stanchissima e felice. Alla faccia della Gelmini, che ci crede dementi strumentalizzati. E alla faccia dei quattro fasci stelli che sotto al ministero della PUBBLICA (lo scrivo maiuscolo perché qui pare che lo si voglia dimenticare) Istruzione hanno “portato solidarietà” al ministro contro “la dittatura del ‘68”.

Come hanno detto dal palco di Piazza Navona e come ripetono da mesi gli studenti, i precari, i ricercatori e i professori, non è che l’inizio.

mercoledì 12 novembre 2008

I preti mi hanno rotto i coglioni

Tempi duri, per il Vaticano.
Sono circondati da assassini miscredenti.

Negli USA Obama parla di ricerca sulle staminali, in Italia finalmente si riconosce il diritto ad una morte dignitosa a Eluana Englaro.
Un casino, insomma, tocca correre ai ripari.
E si comincia proprio con l'abbronzato Obama: no all'uso di cellule staminali embrionali, anche se con i risultati delle ricerche si potrebbero salvare migliaia di vite.
E tu, caro signor Englaro, falla finita! Tua figlia deve morire secondo natura, cioè attaccata a un respiratore e alimentata artificialmente.

venerdì 7 novembre 2008

Gasparri (ancora)

«Ogni polemica in politica è ammissibile entro limiti accettabili ma l'affissione sui muri di Roma di migliaia di manifesti del Pd con la foto del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, con volgari invettive polemiche, segna un allarmante e inaccettabile imbarbarimento del confronto politico. Siamo tutti abituati ad un confronto a volte aspro, ma questa volta si è passato il segno, quasi come una forma di istigazione alla violenza, additando Gasparri come un nemico da colpire».
L'ha detto La Russa.

Io i manifesti li ho visti.
C'è il faccione sveglio di Gasparri col fumetto che dice "con Obama Al Quaeda è contenta" e una scritta rossa: VERGOGNA.
Ecco, non mi pare ci sia scritto "Picchiate questo idiota". Magari controllo meglio.


Per non sbagliare, comunque, Gasparri ha strappato i manifesti che ha trovato sulla strada.

Carfagna

Ieri guardavo Blob.
Fede intervista la Carfagna e le chiede cosa pensi di Obama presidente.
Lei: guardi, io mi sono commossa, emozionata... bla bla bla... lei ha fatto il paragone con Berlusconi... si, Obama è come Berlusconi.

Ecco.
Uno certe cose manco le riesce a commentare più.

Carinerie

"Te sei un brutto nano maledetto".
E che non ci siano imbecilli che dicono che sono razzista, eh?
Ognuno è carino a modo suo.

mercoledì 5 novembre 2008

Rho (Milano), 12:42

Sparo sulla croce rossa

Gasparri...
No, non mi metterò qui a scrivere che Gasparri è L'Imbecille, non ne ho bisogno.
Per capire la sua stupidità basta ascoltare le sue dichiarazioni.
Per esempio quelle sull'elezione di Obama:
«Credo che l’Europa debba ora assumersi maggiori responsabilità perchè non sappiamo cosa farà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Difendiamoci da soli dai pericoli che incombono su di noi»
«Sulla lotta al terrorismo internazionale dovremo vedere Obama alla prova, perchè questo è il vero banco di prova: gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento per quanti vogliano affermare i valori della libertà minacciati dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi: con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda forse è più contenta»

Ora se Obama lo bombardasse, io non lo so se tirerei fuori la mia bandiera della pace.

Pimpami la storia*



Bella prof, che schifo Garibaldi, vestito dai saldi, peloso come Garfield. Via la camicia rossa e dagli una t-shirt Trussardi su jeans Cavalli. Sulla faccia lenti a goccia Ray Ban, e poi taglia la barba a ‘sta capoccia da Imam; un nunchaku da Jackie Chan gli dà più charme: ora sì che Gary c'ha i più fieri dei fan! "Bella!"
Mondiale è la seconda guerra, ma su 'sto libro è dato che abbiamo ingoiato... merda! È regolare che non studia nessuno, scrivi "Italia batte resto del mondo 18 a 1. I campioni siamo noi." Siamo noi, perciò aggiungi "po-po-po-po-po", il capitano fa gol, bordello come Gogol. Storia XL, non una small: pimpala!
«Questa è la storia prof, la vera storia prof, lo dice uno che se esce dal culo fa plòf.»

Rit.:
Bella prof, pimpami la storia! Che storia (x3)
Bella prof, pimpami la storia! Bella storia.

Si stava meglio quando si stava peggiorando. Gli oppositori, traditori peggio di Ronaldo, non li mandavano al fresco di una cella, ma al caldo dei Caraibi su navi di Jack Sparrow. "Prof", il ventennio pimpamelo: scrivi che i partigiani quel tempo lo vissero di relax in pedalò, piedi nudi nei sabot; 25 aprile giorno dei caduti di Salò. Umberto di Savoia non andò via, ma che repubblica, la gente vota monarchia; non c'è partita tra re e democrazia, è come mettere la Psp col Game Gear. E la costituzione è un cd con una traccia, l'ultima hit da spiaggia. Il nonno di Eminem minaccia: tutta l'Europa deve suonare il piano Marshall!

«Questa è la storia prof, mi prende un sacco prof, tipo che quella di un cosacco di nome Popoff.»
Rit. (x4)


Dalla mia storia cancella i fricchettoni, con la spada nel braccio e non nel cuore come Little Tony. Questi fattoni sempre sotto i riflettori... Scrivi che gli hippy se ne stavano zitti e buoni. Gli anni di piombo, le stragi, i sequestri... ma no! Non mi interessano argomenti come questi. Io di quei tempi voglio ricordare solo "La liceale nella classe dei ripetenti".
Così funziona e per fortuna fa trend, il vecchio libro lo rottamo tipo Duna Weekend. Adesso serve un finale potente che terrorizzi l'occidente più dell'urlo di Chen: da qui in avanti qualunque cosa succeda, scrivi che la colpa è di Al Qaeda.
Me l'hai pimpata di brutto prof, vedrai patiti della storia fin dalla scuola media.

"Questa è la storia prof, la vera storia prof, e non c'è niente da ridere non è Zelif Off."




*Caparezza

E fino a qui la musica.
Comunque, in Italia "pimpare la storia" dovrebbe essere dichiarato sport nazionale, nel quale eccelle la destra tutta.
Stavolta è il turno di quella bella personcina che è Dell'Utri.

«La P2 è una cosa che è stata montata per non parlare d'altro. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata, da 40 anni a questa parte»
Per quanto riguarda quella strana cosa chiamata mafia: «Non ci sarebbe stata l'accusa nei miei confronti se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994». E comunque Mangano era un eroe, lo sappiamo: «malato com'era sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo». A modo suo...
Anche su Mussolini e il ventennio Dell'Utri (quello dei diari del duce, per intenderci), ha qualcosa da insegnare a noi tutti:
«Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l'unico, un senso di patria al Paese, che non c'era prima e non c'è stato neanche dopo».
Non un accenno alle leggi razziali, all'eliminazione dei partiti politici, della libera stampa, all'alleanza con la Germania di Hitler, agli omicidi, all'esilio, alle torture... Era amor di patria.
E Gomorra è solo cattiva pubblicità per l'Italia, molto meglio i classici intramontabili pizza e mandolino, le segretarie gnocche e la pasta al pomodoro. E poi il Tg3... è ora di cambiare gli uomini, orsù! E poi quest'antimafia. Possibile che con tutti i soldi che ci succhia non sappia fare di meglio?

http://www.youtube.com/user/klauscondicio qui l'intervista completa, se avete stomaco.


martedì 4 novembre 2008

Le parole sono importanti.

«Il mio era un criterio di prudenza, che sottolineava il rischio che si poteva presentare in alcuni possibili preti omosessuali, anche per la tipologia di compiti di formazione accanto ai giovani: non a caso la vicenda americana conferma in alcuni casi questa ipotesi. Il vero dramma è la pedofilia, che presuppone manipolazione, quando non aperta violenza. Ma non ho mai pensato, neppure remotamente, a qualsiasi possibile forma di sovrapposizione con gli omosessuali, se non in via di rischio ipotetico». Paola Binetti, Il Corriere, 04/11/2008

«Non dimentichiamo che proprio recentemente si è verificata la situazione drammatica dei preti pedofili»
«Stiamo attenti. Il documento della Congregazione per l' Educazione cattolica parla di "tendenze omosessuali fortemente radicate"»
«Quindi queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa». «Il compito dei pastori della Chiesa si esplica al massimo proprio con i giovani, giovanissimi. Non mi stupisce che il Santo Padre abbia voglia di avere sacerdoti sani, sportivi, vissuti come modelli potenziali. Per questo ha ribadito anche l' importanza della castità. Perché...»
«La pedofilia, in fondo, c' è anche nei confronti delle ragazzine. Anche se molto meno frequente» Paola Binetti, il Corriere, 31/10/2008

Fuori a calci in culo. Grazie.

Strepitosa la "rettifica" sul suo sito http://www.paolabinetti.it/news/precisazione011108.htm
Ovviamente c'è il pippone sulle amicizie omosessuali. Chiunque parla male dell'omosessualitò immediatamente ricorda che ha mooooolti amici gay, che sono taaaaanto sensibili, la loro umanità è bellissima, sanno ascoltare meglio degli altri e sono anche grandi lavoratori.
Certo non come quelli che si mascherano e vanno al Pride...





Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica*!

Uno schiavo si ribella.
Novello Spartaco, Guzzanti va fiero e sprezzante del pericolo all'attacco del suo capo.
Aveva detto: "Berlusconi mi fa vomitare" e ora se la prende con la Carfagna, "calendarista delle pari opportunità", diventata ministro per una "nomina di scambio".

Scrive sul suo sito (sto provando da qualche minuto ad accedere, ma non va): "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla".

MADDAI?
Ci arriva con parecchio ritardo, ma ci arriva pure lui. Noi l'abbiamo detto subito che la Carfagna è incapace e nulla e ci rispondevano che siamo solo dei maschilisti, che non accettiamo che una donna possa arrivare al potere.
Ecco, io lo accetto eccome, solo vorrei che ci si arrivasse per altri meriti.

La Carfagna querela.

*Guzzanti padre

lunedì 3 novembre 2008

AIUTO

Ha ragione papamazinga a sputare sulla scienza! E' nociva, fa male, va fermata!
«Se la durata media della vita è stata di poco superiore ai vent'anni sino all'Ottocento, di quarant'anni all'inizio del Novecento ed è arrivata oggi a ottant'anni, perché non può davvero arrivare in un futuro prossimo a centovent'anni vissuti in buona salute?»
«Con la medicina preventiva, con il controllo a distanza, con l'esame del Dna, con l'utilizzazione delle cellule staminali, con un conseguente razionale stile di vita ogni soggetto sarà nella condizione di conservarsi sano ed efficiente più a lungo»
«Chi si occupa di politica, cioè degli altri, dovrebbe impegnarsi anche su questo fronte: perché il tempo che l'uomo sta guadagnando si possa vivere nel migliore dei modi e con tutte le opportunità possibili»
L'ha detto nientepopodimenoche Berlusconi.
E io ho paura.

Sovversive e anti italiane

Un gruppo di maestre di una scuola media del padovano, ha deciso di non mandare i bambini alla messa e alle celebrazioni del 4 Novembre.
Dicono, giustamente, che non è opportuno portare dei bambini a messa “non solo per rispettare gli immigrati, ma tutti quelli che vedono la religione come un fatto privato e la scuola come laica per definizione”.

Una posizione che io trovo più che condivisibile, visto che nelle scuole PUBBLICHE italiane ci sono anche bambini ebrei, musulmani, induisti e magari non è proprio segno di volontà di integrazione costringerli ad ascoltare un prete che parla di un dio che non è il loro.

E poi ci sono anche quei bambini che, come me, non sono stati battezzati e non hanno ricevuto un’educazione cattolica e anche noi andiamo tutelati, dal momento che ci troviamo in una scuola PUBBLICA E LAICA come sono le scuole statali italiane.


Interessante il commento del segretario leghista di Padova: “risulta sempre più evidente che una buona parte degli insegnanti, chiaramente di ben definite radici politiche di sinistra, voglia cancellare tutto quello che si lega alla nostra storia e alle nostre tradizioni”. Bellissime parole, soprattutto se dette da uno che fa parte di un partito nel quale ci si sposa secondo un non meglio definito rito celtico e si beve l’acqua del dio Po…


AN manda militanti coi tricolori davanti alla scuola, per le spranghe ci sarà sempre tempo.

E soprattutto chiede alla Gelmini di rimuovere la preside “perché potrebbe rappresentare un problema per le famiglie”. In effetti il insegnare ai ragazzi il rispetto degli altri è pericoloso.


La Russa, che pubblicizza le celebrazioni manco fossero una serata di gala, ha detto “Non escludo di recarmi nella cittadina come atto di solidarietà ad un Comune che si trova costretto a fare i conti con una decisione incredibile e che manca di rispetto alla patria ai caduti. Potrei così esprimere la mia vicinanza anche ai ragazzi che desiderano essere protagonisti delle celebrazioni e che vogliono crescere come italiani, più di quanto non vogliano i loro stessi insegnanti”.

Anche qui, sentir parlare di rispetto per la patria da uno che sta seduto accanto a chi col tricolore ci si vuole pulire il culo, fa quantomeno sorridere.

Arguzia e il Piddì

Mi sa che il mio voto proprio non lo vogliono.

Ogni volta che io faccio un passo verso di loro, loro ne fanno cinque per allontanarsi.
Di solito usano la Binetti, per essere certi di non sbagliare.

Quella gran donna, parlando del divieto della Chiesa ai gay di ordinarsi sacerdoti, ha detto che in questo modo si combatte la pedofilia. Una teoria degna di Fini (e della sua ex moglie) e della Mussolini (ricorderete Fini dire che “un uomo dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro di scuola” e Danielo fare eco, parlando dell’inopportunità della presenza di calciatori omosessuali negli spogliatoi. Sulle esternazioni della Mussolini non credo ci sia bisogno di soffermarsi).


Se la pedofilia nella chiesa, nelle scuole, nelle case si combattesse con l’esclusione dei gay, potrei farci un pensiero, ma decisamente non è così.

Omosessualità e pedofilia non sono sinonimi.

Credevo, illusa sciocca ragazzina, che nel 2008 questo fosse un dato acquisito.


Comunque, quando ha capito di averla detto davvero troppo grossa, il genio si è “corretto”: “Se ho ferito qualcuno mi scuso pubblicamente, per me la dignità dei gay non è in discussione”.
Agghiacciante.
Se il piddì fosse un partito serio la caccerebbe finalmente a calci in culo.

venerdì 31 ottobre 2008

E quando arriva lo sciopero, a scioperar!*

DSCN2572
C’era “troppa” gente, non vedevo una manifestazione per la scuola di questa portata da anni.
Materne, elementari, medie, scuole superiori, università.

Studenti, maestri, genitori, tutti insieme a dire no a una riforma dannosa, fasulla, che avrà il solo risultato di impoverire la scuola pubblica. Una riforma fatta di soli tagli, indiscrimitati e vergognosi.

I bambini facevano il girotondo con le mamme e le maestre, c’erano anche quei bolscevichi della Montessori. E tutti quei bambini strumentalizzati ridevano come pazzi, sguazzavo nelle pozzanghere, correvano avanti e indietro.

Un ragazzino di 7/8 anni urlava solitario: “Gelmini, Gelmini, ciucciati i calzini”.

I più grandi cantavano e urlavano con tutto il fiato a disposizione.

Un corteo immenso, pacifico, gioioso.
Arrivati a piazza del Popolo dal palco ci hanno detto che la coda del corteo doveva ancora partire da Piazza Esedra. Ho ascoltato i dirigenti dei Sindacati (bellissimo il discorso di Epifani) e poi ho deciso di risalire verso piazza Barberini per rifare il corteo con gli studenti universitari.

Il cielo è stato clemente e non è scesa nemmeno una goccia. Tornando a casa ho incontrato decine e decine di ragazzi che continuavano a manifestare sulla via del ritorno.

E a via del Corso ho mandato un bacio a Mussi, che mi ha risposto, poi è venuto verso di me.
Abbiamo camminato per un po’ a braccetto: “Eh, stavolta Berlusconi ha esagerato, con la scuola non si scherza. E pare che oggi Roma sia tutta un corteo”. Gli ho detto che il SindacoDegliAltri dice che è ora di smetterla con tutte ‘ste manifestazioni a Roma e lui “si, riportiamo la capitale a Milano… sarà dura per Alemanno”. “Deve essere dura per lui, Mussi, deve!”


*De Gregori




































Piazza Navona


Non mi voglio soffermare troppo sull’assalto da parte dei fascisti agli studenti che erano in Piazza Navona.

È nel loro stile: vanno e picchiano chi in quel momento non può difendersi.


Il punto per me è: ci sono studenti davanti al Senato, blindato, nella Corsia Agonale.
Piazza Navona dista pochi passi e ci sono degli studenti che vengono aggrediti da un gruppo di fascisti con spranghe tricolore, che avranno fatto andare in fibrillazione il ministro La Russa.
E c’è un camioncino.


Ora, chiunque viva a Roma sa che lì non si arriva in macchina. E allora come c’è arrivato il camioncino con le spranghe? Nessun difensore dell’ordine ha pensato di fermarlo? Roba che le rarissime volte che mi sono avvicinata alla piazza in motorino quasi mi arrestavano.
I fascisti del Blocco Studentesco hanno chiamato i rinforsi: sono arrivati quei bravi ragazzi di Casa Pound con uno striscione: “Il rosso mai. Il nero libero pensiero”. Scendono dal camion bianco con delle magliette con su scritto “Tremino infami, traditori e spie”, pigliano le spranghe e inneggiando a Mussolini cominciano a picchiare gli studenti dei licei.


La polizia non interviene.


Vanno in aiuto dei ragazzi aggrediti gli studenti universitari, i ragazzi dei Centri Sociali e qualcuno dei Cobas.


La polizia non interviene ancora.


A mezzogiorno e mezzo scatta il panico e per dieci minuti buoni la polizia resta a guardare.

Poi, finalmente, interviene. Interessante la familiarità con cui un casco blu chiama un giovane fomentato sprangamunito per nome, mentre lui urla alla polizia: "questi sono i miei ragazzi".


Il Pd pare svegliarsi, Veltroni dice che quello che è successo a piazza Navona non è né più né meno che “l’attacco di una parte politica sull’altra” e chiede che si faccia chiarezza sull’accaduto, in particolare su come sia potuto entrate un camion pieno di spranghe a piazza Navona.

Epifani: “”Bisogna che il governo stia attento a garantire il libero esplicarsi della manifestazione dei giovani, non mi piace quanto è successo questa mattina, non mi piace il clima che si è venuto a creare. […]un gruppo di fascisti ha picchiato i nostri del tutto inermi. Poi sono intervenuti, non graditi, i centri sociali e lo scontro è diventato tra centri sociali e fascisti. A quel punto è intervenuta la polizia. Ma fino a quando ad essere picchiati erano i nostri giovani c’è stata la sostanziale indifferenza delle forze dell’ordine.”


Piccola nota personale: ma li avete visti mentre si preparavano? "Serrate le righe" "non spezzate le righe"... pareva un film di guerra.


Militari in ogni dove

Mo' non è che voglio parlare per forza male del SindacoDegliAltri, ma lui me le porge su un piatto d'argento.
Si parla di stazioni abbandonate.
Prima c'è stato il barbaro omicidio della Reggiani a Tor di Quinto, poi il tentato stupro della studentessa a La Storta. Il Pd del XX Municipio ha fatto una proposta: per evitare che le stazioni più periferiche e isolate restino terra di nessuno, si potrebbe dare i locali vuoti alle associazioni culturali o farci dei presidi del 118. In questo modo non sarebbero più vuote e sarebbe meno facile il verificarsi di episodi di violenza.
Mi pare una proposta sensata e proprio per questo al SindacoDegliAltri non piace: altro che associazioni culturali e tutte 'ste cazzate da vecchi fricchettoni, meglio i militari.
Un genio, non c'è che dire.





mercoledì 29 ottobre 2008

Buciardi e 'gnoranti

Dice che mentiamo spudoratamente e non abbiamo capito.
Io il dl l'ho letto e sinceramente qualcosa l'ho capita.

- tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio dovrebbero far risparmiare 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Il prossimo anno a restare a casa saranno 42mila persone, nel 2010 circa 25.500 e l'anno successivo quasi 20mila
- abbattimento del 17% del personale Ata: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente.
- riduzione dell'offerta formativa a 28-30 ore settimanali nei licei e a 32 negli istituti tecnici e professionali
- accorpamento delle classi di concorso di accesso all'insegnamento: i docenti in esubero verranno spostati da una materia all'altra (se non altro "affini", dicono), e la soppressione o l'accorpamento degli istituti con meno di 50-100 alunni complessivi.
- riduzione a 24 ore del modello base d'insegnamento alla primaria (il tempo pieno nell'era Gelmini dura 24 ore. Nella primaria non si va a scuola il Sabato, qiuindi 24/5=4.8). Se le famiglie lo chiederanno, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d'istituto scolastico



Ecco il testo, basta leggere.


Ddl Senato 1108 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università


Articolo 1.



(Cittadinanza e Costituzione).



1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.


[Questa fa ridere... LORO che parlano di conoscenza della Costituzione. Come se io parlassi di biochimica.]


1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale


2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.



Articolo 2.



(Valutazione del comportamento degli studenti).



1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.


1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l'anno 2008, a seguito di quanto disposto dall'articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l'individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.


2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l'attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.


3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.



Articolo 3.



(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti).



1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.


1-bis. Nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.


2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell'esame finale del ciclo sono effettuate mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi.


3. Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.


3-bis. Il comma 4 dell'articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:


4. L'esito dell'esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall'alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi.


4. Il comma 3 dell'articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato;


al comma 5, dopo le parole: degli studenti sono inserite le seguenti:, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni,.


5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.



Articolo 4.



(Insegnante unico nella scuola primaria).



1. Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.


2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all'insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.


2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all'articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall'applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1o settembre 2009. A seguito della predetta verifica per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l'anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d'istituto delle istituzioni scolastiche da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all'applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall'anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.



Articolo 5.



(Adozione dei libri di testo).



1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avvienecnella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.


 



Articolo 5-bis.



(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento).



1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell'anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.


2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.


3. Possono inoltre chiedere l'iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all'atto del conseguimento dell'abilitazione relativa al corsodi laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.



Articolo 6.



(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria).



1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell'infanzia, a seconda dell'indirizzo prescelto.


2. Le disposizioni di cui al comma i si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.



Articolo 7.



(Modifica del comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia).



1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:


«433. Al concorso per l'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».



Articolo 7-bis.



(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole).



1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell'articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.


2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge 1o luglio 1986 n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall'articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall'articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1o gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell'articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.


3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007, dal ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell'articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.


4. Nell'attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all'articolo 4 commi 5, 7 e 9 della legge 11 gennaio 1996 n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità,qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall'assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l'impossibilità di eseguire le opere.


5. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d'intesa con la predetta Conferenza unificata.


6. Al fine di assicurare l'integrazione e l'ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d'intesa con il dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.


7. All'attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del ministro dell'economia e delle finanze su proposta del ministro competente, previa verifica dell'assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.



Articolo 8.



(Norme finali).



1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.


2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.



Era prevedibile

Fedeli al capo fino al disgusto, incuranti delle proteste e delle proposte dell'opposizione e degli studenti, incapaci di ammettere che quello che stanno facendo alla scuola pubblica è una vergogna, 162 senatori hanno votato a favore del dl Gelmini (Tremonti), che ormai è legge.

Intanto in tutto il paese la protesta non si ferma.
Protestano i genitori che si vedono scippati del tempo pieno e degli insegnanti di sostegno, i maestri e i professori che finiranno per strada, gli studenti che si vedono sventrare il diritto a un'istruzione pubblica e di qualità, i ricercatori universitari che non potranno mai fare carriera nel loro paese.
A Roma gli studenti sono sotto il Senato, li ho visti arrivare, compatti e rumorosi.

La protesta non si ferma. Domani sciopero generale.

martedì 28 ottobre 2008

Terrorismo

Per colpire Al Quaeda gli Americani fanno del loro meglio, bombardando qua e là. Per la legge delle probabilità prima o poi ammazzeranno qualche pericoloso terrorista.
Intanto ammazzano uomini, donne e bambini. Un po' per uno, che, come dice il proverbio, non fa male a nessuno.

C'è stato un raid aereo americano sulla Siria, che parla di "aggressione terrorista", mentre gli Americani  esultano: "pare" che sia stato beccato un trafficante di armi. "Pare", visto che qualcuno avrebbe detto: "Riteniamo che sia stato ucciso". "Ritengono" di aver ucciso un trafficante di armi. Chissà, magari il cadavere è in mezzo agli altri.

Comunque io non capisco.
Tu dici che praticamente in tutto il mondo c'è gente che ti odia e vorrebbe farti a pezzi.
E invece di cambiare politica vai in giro a bombardare.
Ma non è una cosa idiota?

lunedì 27 ottobre 2008

Petizione

Tra le varie schifezze della "riforma" Gelmini c'è il taglio al sostegno.
QUI una petizione, creata dalla mamma di una bambina down che si è vista dimezzare le ore di sostegno.

Differenze

In un paese civile davanti all'aumento delle gravidanze tra le ragazzine si corre ai ripari, senza le stronzate su astinenza e attesa. Parliamoci chiaro e senza ipocrisie: si fa sesso ben prima del matrimonio e il possibile marito/moglie raramente è il primo e l'unico ormai.
Massimo rispetto per chi resiste e conserva gelosamente la propria verginità, comunque.
Io faccio sesso pur non essendo sposata, ma ho avuto la fortuna di avere dei genitori normali, che mi hanno spiegato come si fanno i bambini e come non si prendono le malattie e degli insegnanti che non ci hanno mai parlato di api, fiori, cavoli e cicogne.

Comunque, in Inghilterra pare che le madri bambine siano parecchie e quindi corrono ai ripari. predicare l'astinenza, dicevo, non è una gran mossa e il vecchio slogan "prevenire è meglio che curare" non vale solo per l'igiene orale.
Quindi l'educazione sessuale sarà obbligatoria in tutte le scuole, dai 5 anni in poi, comprese quelle confessionali.
Per prima cosa si insegneranno ai bambini le varie parti del corpo, poi la riproduzione animale. A 7 anni si comincerà a parlare di pubertà, dagli 11 di tutto il resto, anche delle malattie sessualmente trasmissibili.

Ecco, questo tipo di scelta educativa fa la differenza tra un paese civile e uno arretrato. E per chi si ricorda del libretto di Lupo Albero mi pare chiaro quale sia il paese arretrato di cui sto parlando.

Sogno la Gelmini che prende esempio, che va dal papa e gli dice di non rompere tanto i coglioni e di adeguarsi, perché fanno del gran sesso anche i papa-boys con le papa-girls.

domenica 26 ottobre 2008

20 Ottobre 2008

25Ott2008 (62)



























Magari non eravamo due milioni e mezzo, ma decisamente non eravamo duecentomila.

Comunque...
Appuntamento con gli amici alla metro di Piramide. C e E mi aspettano sui gradini, mi chiedo come la gente non le abbia schiacciate. Dobbiamo toglierci di lì per renderci visibili agli altri.
Il corteo parte mentre io sono ancora in motorino, ma quando ci muoviamo noi la gente sta ancora scendendo da Piazzale dei Partigiani. Mia madre mi chiama quando noi siamo a Piazza Albania: lei e papà stanno partendo dal piazzale in quel momento.
Pochi slogan, purtroppo, ma tanti fischietti e qualcuno intona Bella Ciao. Alcuni sventolano impavidi una bandiera rossa.
Arrivati al Circo Massimo mi accorgo che la manifestazione è riuscita: quella della CGIL non ci faceva sfigurare poi tanto.
Sono andata dagli amici al banchetto di "Primarie vere primarie sempre", ho mollato tutto e ho cominciato a girare.
Tanta gente, tanti dialetti, tutti con L'Unità in mano (e qui però una cosa la devo dire: FA SCHIFO! Aridateme er giornale vecchio!) e la bandiera del PD, che io ho preso e porterò a Nonnetta.

Non ho ascoltato Walter perché mi sono fermata a parlare col signor Mario, un vero compagno.
Mi ha raccontato della storia di suo nonno e di suo padre, dicendomi orgoglioso che non si iscrisse mai al Pnf. "Nun s'è iscritto mai, mi' padre. E quando se so' sposati il I Maggio mia madre c'aveva il vestito rosso..."

Bello, forse mi torna la speranza, perché c'era anche chi, come me, non è del PD, ma crede davvero che l'Italia sia "migliore di chi la governa", tanto per citare Veltroni.



25Ott2008 (111)






























E c'era pure Fassino...

venerdì 24 ottobre 2008

BRAVI

Ho anticipato la pausa pranzo e sono andata a Montecitorio.
Lezioni di Fisica e Filosofia. C'era anche qualche mio professore.


BRAVI!!

Kossiga

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì."

Francesco Cossiga.


http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsra.tif


Copio e incollo tutto, direttamente dal sito del Governo, perché il tutto è meglio delle sue parti:














Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di giovedì 23 ottobre 2008





INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA


PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.


Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».


Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».


Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».


Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».


Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».


Nel senso che...


«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».


Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».


Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».


E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.


«Balle, questa è la ricetta democratica:


spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».


Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.


E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».


E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.


Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».


Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.


«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».


Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...


«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.


La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».


CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]





 


 

giovedì 23 ottobre 2008

Senza pudore

Toro scatenato

Allora: per prima cosa sgomberiamo quei postacci dei centri sociali che non sono altro che covi di malfattori e fattoni. E che i camerati diano il buon esempio, sgomberando per primi (vedere sgomberata Casa Pound ammetto che è un bel sogno...)

Le guardie nelle scuole? Mah, si, no forse. Il SindacoDegliAltri tergiversa: «Bisogna garantire a tutti gli studenti la possibilità di scegliere liberamente. Bisogna garantire a tutti il diritto allo studio. Nessuno può negarlo. E poi nei cortei sono anche accaduti episodi di violenza. Gli studenti devono isolare i violenti». Come si faceva ai suoi tempi...
Insomma, la polizia magari no, ma secondo me una squadraccia a volto coperto potrebbe risolvere il problema.

I Rom che non sono stati ancora umiliati e cacciati a pedate dovranno andare (sempre a pedate, presumo) fuori dal raccordo, in fondo occhio non vede, cuore non duole.
E sti cazzi se ci sono bambini che vanno nelle scuole o uomini e donne che lavorano onestamente pur vivendo nelle baracche.

Ribadisco ancora una volta che ALEMANNO NON E' IL MIO SINDACO.

Il bue che dice cornuto all'asino

Il Vaticano è molto abituato ad interferire nelle faccende degli altri, ma non sopporta che qualcuno metta bocca nelle sue. Quindi considera un' inaccettabile interferenza la protesta di Israele contro la beatificazione di Pio XII.
"La beatificazione è un affare interno della Chiesa cattolica e le parole di Herzog sono un'ingerenza".
Ecco, anche le leggi su aborto, eutanasia, fecondazione assistita, diritti sono affari interni allo Stato Italiano, eppure questo non ha mai impedito alla chiesa cattolica di sfracassarci le palle con le loro prediche.
Com'era la cosa del non fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi?

Regime (?)

Di fronte alle proteste degli studenti Berlusconi ha una sola risposta: manganello.
Dice che manderà la polizia nelle scuole e nelle università in agitazione:
"Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare".
E per i bambini cattivi la sola soluzione sono le botte.
Dice Berlusconi che la protesta è organizzata "dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo".
Che poi non era lui che ha organizzato una manifestazione contro Prodi quando il governo si era appena insediato? C'è piazza e piazza, insomma, anche se gli mancano le palle per dirlo: "Manifestare è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento".

La strategia di Berlusconi è di esasperare lo scontro, così poi le manganellate potranno essere meglio giustificate.

mercoledì 22 ottobre 2008

Sovversivi

Famiglia Cristiana continua il suo meraviglioso viaggio verso il socialismo reale e non perde occasione di strigliare il governo, manco fosse l'inserto de L'Unità...
Ora è il momento delle "classi ponte", quelle che, isolando gli stranieri, garantiranno loro una piena integrazione.

«Il problema dell'inserimento degli stranieri a scuola è reale, ma le risposte sono criptorazziste, non di integrazione. Chi pensa a uno sviluppo separato in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama apartheid, andata in scena in Sudafrica per molti anni».

Il termine "criptorazzista", però, mi trova in disaccordo.
"Cripto"significa "nascosto, coperto" e non mi pare poi tanto coperto il razzismo infame del governo in carica.

Domanda: la classe ponte vale anche per gli Inglesi, i Francesi, i Tedeschi e via così o solo per chi viene da condizioni di estrema povertà?

Alemanno Sgomberino

Il SindacoDegliAltri, che certo non brilla come primo cittadino, ha trovato il modo di farsi ricordare: più sgomberi per tutti. Si è iniziato ieri all'alba con l'Horus. La polizia è entrata in tenuta antisommossa, ma dentro non c'era nessun pericoloso sovversivo da picchiare. Comunque la perquisizione ha regalato 7 molotov e 17 fumogeni "perfettamente funzionanti, tanto che è stato necessario l'intervento degli artificieri". Arguzia "sorride", perché non ha dimenticato Genova e la Diaz. Il SindacoFascistaDegliAltri gongola: "Oggi cominciamo un lungo periodo di sgomberi". Arguzia "sorride" ancora, perché ricorda come andò quando si parlò di sgomberare il Villaggio Globale e perché si chiede che ne sarà di Casa Pound: il SindacoFascistaSgomberinoDegliAltri manderà a casa anche i suoi camerati?
La risposta agli interrogativi di Arguzia la da tale Giuliano Castellino, ex segretario romano della Fiamma Tricolore "Da quanto mi risulta non ci sono occupazioni di destra che non siano per emergenza abitativa, basti pensare a Casa Italia, Casa Pound e anche al Foro 753 a Boccea. Noi non molliamo". Mica come quelle zecche di merda che nei centri sociali si fanno le canne e basta.


http://horusoccupato.noblogs.org/

venerdì 17 ottobre 2008

Er core nostro è 'na capanna, core sincero, che nun te 'nganna...

Non la pensa evidentemente così Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio di Roma, An.
«Se decoro, igiene e sicurezza mi vengono domandate dai cittadini, io devo dare una risposta alla mia gente. Avrei fatto chiudere le fontane anche se fossero stati giapponesi o sudamericani a dare fastidio. Invece è capitato che fossero rom. Vorrà dire che andranno in qualche altra fontana a prendere l'acqua tanto sono nomadi, si spostano no?»
Solo che l'acqua è e dovrebbe continuare ad essere un bene comune, anche per i rom.  Non è che puoi farli morire di sete. Se ci sono problemi di ordine pubblico, si possono affrontare in modo diverso, senza botte, insulti e senza chiudere le fontanelle.

Ah, ovviamente il razzismo non c'entra. E manco il bullismo, per ovvie ragioni di età.
Quindi cos'è? Semplice stronzaggine?

giovedì 16 ottobre 2008

... e ci penseranno i superstiti*

Essì, il governo Berlusconi è strapieno di gente preparata per la carica che ricopre.

Oggi voglio soffermarmi su quel geniaccio della Prestigiacomo, quella che si mise a piangere per le quote rosa, quella che sfidò il suo partito parlando di aborto e fecondazione assistita, quella bella che però non ha mai fatto un calendario e detesta Furio Colombo manco fosse l'anticristo.

Dopo la memorabile esperienza alle Pari Opportunità, Stefania è ora Ministro dell'Ambiente.
Non si sa bene in base a cosa, ma visti i suoi colleghi non ci si può indignare più di tanto. E poi comunque (come dice lei) l'Ambientalismo è di moda e lei è talmente bella che sembra quasi una modella.

Comunque, lei si da parecchio da fare.
Ed eccola pronta a sfidare il mondo intero e le forze della natura: noi il protocollo di Kyoto non lo rispettiamo, non ce la possiamo fare. Meglio morire tutti insieme tra qualche anno che lavorare per lasciarci campare ancora un po', alla faccia degli ambientalisti allarmisti.
E i parchi sarebbe bene renderli privati e magari fare pagare l'ingresso, tanto perché la gente c'ha i soldi da buttare.
Per quanto riguarda i cacciatori, Stefania da bravo ministro dell'ambiente pensa anche a loro, che passano un sacco di tempo all'aria aperta: "ha deciso di modificare varie restrizioni introdotte dopo molte consultazioni dal decreto Natura del 2000. D'ora in poi, nelle zone di protezione e conservazione speciale, i cacciatori potranno arrivare con auto e gipponi agli appostamenti fissi, sparare a pernici bianche e morette e ancora per un anno usare i micidiali pallini di piombo, nonostante l'impegno a proibirli preso dall'Italia con la Commissione Ue."
E poi basta con queste energie rinnovabili! Nucleare alè alè! Che senso ha cercare soluzioni alternative se il nucleare lo conosciamo già?

Siamo in buone mani, non c'è che dire.


*Francesco Guccini


L'articolo completo è sull'Espresso.

mercoledì 15 ottobre 2008

Pure loro...

Quando Botteghe Oscure ha smesso di essere "Botteghe Oscure" ed è diventata solo una via del centro di Roma con una grande storia alle spalle, mi è dispiaciuto parecchio.
Niente più partito, tantomeno "comunista", niente più sinistra seria, niente di niente.
Ma era rimasta Rinascita e io ci andavo a comprare libri, dischi, biglietti dei concerti ed era come entrare in casa di amici. Non c'era quell'orrida sensazione di libreria-supermercato. C'erano i libri e c'era gente che sapeva aiutarti. Niente caffetterie e divanetti, solo libri e dischi. Una certezza.

Ma le cose belle finiscono e ora Rinascita chiude, per ristrutturazione, pare. Ma è probabile che non riaprirà più.

E' triste.

Classi separate

Basta classi miste: per aiutare i bambini stranieri a inserirsi nel mondo della scuola e nel paese nel quale vivono non serve farli stare coi loro coetanei, ma ghettizzarli in classi separate. Eppure io ho sempre creduto che il miglior modo per integrarsi fosse stare insieme agli altri, imparara da loro, con loro, insegnare quello che si sa, scambiarsi esperienze...

Dice che ci saranno delle «classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti».

Domanda ingenua: ma se su, mettiamo, 5 ragazzini uno è rumeno, uno cinese, uno coreano, uno brasiliano e uno africano? Ci saranno 5 diverse classi? E i maestri chi ce li da se abbiamo deciso di mandarne migliaia a casa o negli uffici del turismo?

Grazie.

In questo paese (e in troppe altre parti del mondo) se provi a denunciare criminalil e conniventi, rischi di essere fatto fuori.
Saviano ha 28 anni, poco meno di me e l'ha fatto. Ha avuto il coraggio di sfidare i Casalesi, di raccontare la vita di Casal di Principe, degli affari sporchi della politica.
Il risultato è che vive sotto scorta, minacciato di morte, infamato ed esiliato dai conterranei che lo vedono come una minaccia.
A 28 anni non si può vivere così, ma è "stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive". Solo che c'è bisogno di una pausa, di provare a vivere una vita normale.

"Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile."

Dice di essere diventato una persona diversa per colpa della solitudine cui è costretto.

Io vorrei solo dirgli grazie, perché se uno sacrifica tutto se stesso per la verità, per raccontare e denunciare, va ringraziato.

martedì 14 ottobre 2008

Che tristezza...

Ho visto il siparietto di Berlusconi dall'amico George, il "grandissimo presidente", quello che verrà ricordato come tale dai libri di storia (ovviamente non quelli marxisti che vogliamo e dobbiamo bruciare al più presto sulla pubblica piazza).
Quello che non guarda in faccianessuno se c'è da portare la democrazia, manco le donne e i bambini.
Quello che se una città affoga se ne sa sbattere il culo perché non è che possiamo fare tutto noi, che diamine. Quello che se si sveglia la mattina fa scoppiare una guerra che ci farà fuori quasi tutti, ma quelli che resteranno saranno liberi, felici e vivranno nel benessere.

«Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull'amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri».
E in nome dei grandi principi e grandi ideali lascia morire con animo sereno migliaia di persone, in nome della libertà imprigiona e in nome della democrazia bombarda.

«Continueremo a restare al vostro fianco finché i nemici della libertà, che non hanno alla base delle loro decisioni l'amore, non saranno completamente sconfitti».
A suon di schiaffoni tutto il mondo sarà libero e pieno di amore. Una specie di comune hippy.

Berlusconi era come un bambino felice, tutto sorrisi e abbracci. Ha distrutto il "pulpito" da cui predicava il suo servaggio e si è giustificato con un sorriso "ecco a cosa può portare l'amore"...
Diosanto, che figura di merda.
Se già il mondo ci percula, quest'uomo farà in modo che ciò continui nei secoli dei secoli.

Servo dei servi dei servi.

lunedì 13 ottobre 2008

Ma se c'è Dio*



Ci dicono che Eluana Englaro sta morendo. Sabato le sue condizioni sono gravemente peggiorate a seguito di un’emorragia interna improvvisa. Eluana sta morendo perché non era morta prima. Come invece avevano voluto farci credere in nome di un’ideologia che persegue la morte come immagine speculare della salute dei vivi. Eluana Englaro, inchiodata al suo letto da diciassette anni, era certamente inguaribile, ma era viva. Era nata come tutti per morire. Non è mai abbastanza la compassione per giudicare questo caso che ha generato inquietudine e giurisprudenza. Ma qui ha perso il progetto moderno che vuole togliere alla morte la sua storia, il suo tempo, separarla dalla vita per farne un astratto tabù. Invece di adottare una soluzione di soccorso, di argine al peggio, all’irrimediabile, ci si era avviati verso la morte con la severità delle sentenze e del linguaggio dei tribunali.


Eluana ha deciso di lasciare questo mondo da sola, come a voler indicare a tutti la differenza incolmabile fra il coma, lo stato in cui i vivi ansimano nel tragico, e la morte che è un inarrestabile raffreddamento, l’uscita dal tempo della vita. Forse la pietà vuole che di questa tragedia non si potesse scrivere un finale legale, scientifico e burocratico. Forse è stato questo il testamento biologico di Eluana Englaro.



Io non riesco a capire come si possano scrivere cose simili, di fatto insultando e giudicando il padre di quella ragazza. Facendo di quell'uomo un mostro che vuole uccidere sua figlia a tutti i costi.



*Rino Gaetano